È scontro tra i sindaci di Asti e Agrigento, rispettivamente Maurizio Rasero e Francesco Miccichè, sul titolo di Capitale italiana della cultura 2025. Durante la presentazione dell’Associazione Insigniti Cavalieri Ordine di San Secondo, Rasero ha sostenuto che la sua città sarebbe stata penalizzata nella selezione, affermando che “non è capitale della cultura semplicemente perché ci hanno rubato il titolo”.
Il sindaco piemontese ha aggiunto che Agrigento avrebbe vinto “sfruttando la narrativa di Lampedusa e della tragedia dei migranti”, sottolineando come il progetto presentato fosse “di altissimo livello e sostenibile finanziariamente”, ma penalizzato da “dinamiche esterne”. La replica di Miccichè è arrivata con toni fermi: “Agrigento ha ottenuto il titolo grazie a un progetto fondato sulla coerenza culturale e sulla capacità di interpretare il presente, non certo per presunte dinamiche esterne”.
Il primo cittadino agrigentino ha ricordato che il tema dell’accoglienza, centrale nel dossier di candidatura, “è parte integrante della nostra storia, della nostra geografia e del nostro quotidiano”, richiamando anche la sua esperienza personale di medico a contatto con i migranti approdati sulle coste della provincia. Miccichè ha poi ribadito che la valutazione della commissione è stata “indipendente e trasparente” e che Agrigento “non ha sottratto nulla a nessuno, ma ha offerto competenze, visione e un lavoro metodico riconosciuto meritevole”. Ha infine invitato a “rispettare il valore delle candidature altrui”, ma anche a riconoscere “un risultato ottenuto in modo limpido”, assicurando che la città “proseguirà il suo cammino con determinazione, senza alimentare polemiche sterili”.
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