È scattata nelle ore scorse una perquisizione straordinaria all’interno della casa circondariale di Agrigento, in contrada Petrusa. L’operazione, condotta dalla Polizia Penitenziaria con il supporto di rinforzi provenienti da diversi istituti penitenziari della Sicilia, ha portato a risultati significativi in termini di sicurezza.
A darne notizia è Salvatore Gallo Cassarino, delegato regionale Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). Le attività, durate diverse ore, hanno consentito il rinvenimento e il sequestro di numerosi oggetti non consentiti, tra cui telefoni cellulari, smartphone, microcellulari e armi rudimentali. Diverse anche le persone detenute deferite all’autorità giudiziaria.
“Un apprezzamento va a tutti i Baschi Azzurri coinvolti nella importante operazione di servizio, giunti anche da Gela, Enna, Caltagirone e Caltanissetta – sottolinea Gallo Cassarino –. Numeroso e di varia natura il materiale posto sotto sequestro, così come copioso è stato il numero dei detenuti deferiti per svariate ipotesi di reato: dal possesso di telefoni cellulari alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale, fino al danneggiamento“.
Il SAPPE ha espresso soddisfazione per l’esito dell’intervento, evidenziando l’elevato livello di professionalità dimostrato dal personale della Polizia Penitenziaria, impegnato quotidianamente nella tutela della sicurezza all’interno degli istituti di pena. Al tempo stesso, l’operazione riaccende i riflettori sulla necessità di rafforzare ulteriormente i controlli e le misure di prevenzione per contrastare l’introduzione di materiali illeciti nelle carceri.
Gallo Cassarino ha inoltre ricordato come un’analoga attività, il 20 settembre 2025, si fosse conclusa con il sequestro di circa 30 telefoni cellulari, ingenti quantitativi di presunta sostanza stupefacente e il deferimento all’autorità giudiziaria di numerosi detenuti. “Encomiabile – aggiunge – anche l’operazione che portò al sequestro di uno smartphone utilizzato da un detenuto per chiedere il “pizzo” a un imprenditore del Messinese. Operazioni che dimostrano, qualora ve ne fosse bisogno, che la Polizia Penitenziaria, nonostante mille difficoltà, c’è“.
Sulla stessa linea Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del SAPPE, che parla di “azione di contrasto continua e quotidiana contro l’introduzione e l’uso di telefoni cellulari e droga in carcere, un fenomeno purtroppo in costante crescita a livello nazionale“.
Infine Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime “piena soddisfazione per l’operazione”, ringraziando il personale di Agrigento e i colleghi provenienti da altri reparti siciliani. “È doveroso – conclude – rinnovare al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria la richiesta di interventi concreti, come la dotazione di strumentazioni tecnologiche di ultima generazione, per contrastare efficacemente l’uso illecito di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici nelle carceri italiane“.
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