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Cateno De Luca scrive a Conte: “venga a passare il Natale nella baraccopoli”

Duecentotrentamila metri quadrati di unità abitative che esistono da 100 anni e sono fatte per lo più da tetti in eternit, con bagni esterni spesso in comune e fogne a cielo aperto

Caro Conte ti scrivo, così potrebbe iniziare la lettera che Cateno De Luca, sindaco di Messina, ha inviato a Giuseppe Conte per invitarlo a passare il Natale nelle baraccopoli che insistono sul centro della città metropolitana.

“Venga a trascorrere il Natale qui per vedere da vicino e da dentro queste pseudo case e poi decida se proclamare questo stato d’emergenza nazionale da me richiesto nel 2018 ma negato dalla Protezione Civile perché non connesso a un evento calamitoso“, così si conclude la lettera del sindaco che in modo minuzioso spiega i problemi delle baraccoli nelle quali vivono 8000 persone, di cui 5000 minori.

Duecentotrentamila metri quadrati di unità abitative che esistono da 100 anni e sono fatte per lo più da tetti in eternit, con bagni esterni spesso in comune e fogne a cielo aperto. Un inferno in cui vivono 2.000 nuclei familiari. Nate come soluzione provvisoria dopo il terremoto del 1908 sono diventate case per molti messinesi.

Una situazione sanitaria insostenibile, nella lettera il sindaco De Luca insiste: “se ci fosse un caso di covid, lì sarebbe un’ecatombe”.

L’impegno dell’ultimo anno 

Il sindaco nella lunga missiva ricorda che nell’ultimo anno sono stati destinati dei fondi per l’acquisto di nuove case per i nuclei familiari che vivono la baraccopoli. “Ma nonostante tutti gli sforzi, sono state acquistate solo 199 case. Con questo ritmo ci vorranno dieci anni per trovare casa a 2000 nuclei familiari”. 

La richiesta di fondi

De Luca quindi punta dritto e chiede a Conte di destinare nella prossima legge di stabilità ben 250 milioni di euro per il risanamento sociale e ambientale della città di Messina.

“Caro Conte solo tu puoi cancellare questa secolare vergogna delle baracche messinesi proponendo nella legge di stabilità che state esaminando gli opportuni emendamenti. Spero che i deputati ed i senatori di tutto l’arco costituzionale riescano a farmi fissare dal presidente Conte un urgente appuntamento”.

Di recente sono stati bocciati proprio alla Camera degli emendamenti che avrebbero portato dei fondi a Messina per il “risanamento delle zone baraccate”.

Dietro la richiesta dei 250 milioni uno studio tecnico: “effettuata un’analisi basata sugli attuali prezzi di mercato abbiamo verificato che la sostenibilità economica di questo programma necessita di una copertura totale di circa 250 milioni di €: 150 milioni di € per le operazioni di acquisto di 2.000 immobili e 100 milioni di € per le operazioni sbaraccamento, demolizione, rigenerazione urbana e opere di urbanizzazione degli ambiti di risanamento. L’arco temporale minimo previsto è di 24 mesi”.

Alla fine una critica anche al ministro Provenzano, con delega al Sud, che avrebbe secondo il sindaco rallentato più volte l’emendamento proposto dalla depuatata messinese Siracusano, “per confutare tesi di legittimità costituzionale in ordine a presunti conflitti di competenza tra Governo e Regione, ampiamente superati con il contributo autorevole di costituzionalisti auditi in commissione”. 

Le reazioni sui social

Non sono mancate però le critiche al sindaco che ha pubblicato la lettera anche sui suoi social. “Ma le stesse baracche che avevi annunciato di smantellare nel 2018?!? e dentro le quali hai creato pericolosi assembramenti consegnando uova di pasqua….” scrive un concittadino e in tanti gli fanno eco. Altri rispondono ironicamente “ma le baracche non esistono più! Le ha eliminate il sindaco nel 2018”. C’è anche chi lo difende animatamente “Egregio Cateno continua a batterti con unghia e denti, la città te ne sarà grata”. 


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