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Challenge su Tik Tok, dichiarata morte cerebrale per la bimba. La Procura di Palermo indaga per istigazione al suicidio |Donati gli organi

I genitori hanno acconsentito all'espianto degli organi

È stata dichiarata la morte cerebrale per la bimba che nel quartiere Kalsa a Palermo è finita in coma per un gioco orribile durante una prova estrema di soffocamento sul social TikTok. Nonostante i tentativi fatti dai medici per la piccola non c’è stato nulla da fare. I genitori hanno acconsentito all’espianto degli organi.

All’ospedale dei Bambini c’è tanta tensione tra i familiari Sulla vicenda indaga la Polizia di stato che ha sequestrato lo smartphone. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo e la procura dei minori si è attività ipotizzando il reato di istigazione al suicidio.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dal padre, ieri sera la bambina stava giovando nel bagno di casa. Ed è lì che sarebbe stata sorpresa – secondo il racconto fornito dal padre – in una scena “agghiacciante”: la piccola aveva una estremità di una corda stretta attorno al collo e l’altra parte attaccata alla barra porta asciugamani. Di fatto come se fosse impiccata. Accanto a lei lo smartphone. Per liberarla è stato necessario tagliare la corda, ma la piccola non dava segni di vita dopo l’assurda prova di resistenza nota come ‘blackout challenge’.

Secondo quanto riferito agli investigatori, i genitori avrebbero anche tentato di contattare i soccorsi senza ricevere risposte e per questo, intorno alle 21, la folle corsa in automobile verso l’ospedale dei bambini dove la piccola è arrivata in arresto cardiorespiratorio e i medici, dopo svariati tentativi di rianimazione, sono riesciti a far riprendere l’attività cardiaca. Adesso gli inquirenti e gli investigatori della polizia – le indagini della procura dei minori sono coordinate dal reggente dell’Ufficio, Massimo Russo e dal sostituto Paolo Caltabellotta – cercano riscontri, anche e soprattutto, dallo smartphone. Per verificare se e come la bambina possa avere avuto la possibilità di partecipare alla “sfida” (resistere il più possibile senza respirare) sul social, se abbia registrato un video o ne abbia visionato e abbia tentato di emulare qualcun altro.

La piccola, come spiega l’ospedale è arrivata al pronto soccorso alle 21.04, in arresto cardiorespiratorio “di non precisabile durata temporale in quanto l’inizio è ricostruibile, con anamnesi indiretta, solo approssimativamente attraverso il racconto dei genitori”. Subito in codice rosso, “ha usufruito delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e il cuore ha ripreso il battito. Ha quindi subito eseguito una Tac encefalo che ha evidenziato una situazione di coma profondo da encefalopatia post anossica prolungata”. Alle 23, in condizioni critiche è stata ricoverata in terapia intensiva.


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