La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto di Gaetano Armao, avvocato, già vicepresidente e assessore della Regione Siciliana e fino allo scorso agosto presidente della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali. L’ipotesi di reato contestata nell’inchiesta è quella di corruzione.
L’indagine, coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, coinvolge complessivamente nove persone. Secondo le informazioni emerse finora, la Procura ha avanzato richieste di misura cautelare anche nei confronti di Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Giuseppe Geremia Lombardo, Mario Lupo, Marco Malacarne Gentile, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla.
Tra gli indagati figura dunque anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato regionale del Mpa e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. Lombardo è componente dell’Assemblea regionale siciliana e presidente dell’Ufficio di Questura dell’Ars.
Nell’elenco ci sono inoltre Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, legati al settore energetico: il primo è stato amministratore delegato della Compagnia Valdostana delle Acque, mentre Malacarne Gentile è alla guida di Cva Eos, società attiva nello sviluppo e nella gestione di impianti eolici e fotovoltaici.
Al centro dell’inchiesta c’è però soprattutto la figura di Armao. La Squadra Mobile ha eseguito perquisizioni nei suoi studi professionali di Palermo e Roma e nella sua abitazione, le attività investigative hanno interessato anche alcuni uffici regionali.
Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, è stato più volte componente del governo regionale. È stato vicepresidente della Regione e assessore all’Economia durante la presidenza di Nello Musumeci e nel 2022 si era candidato alla presidenza della Regione sostenuto dal Terzo Polo. Più recentemente ha guidato, fino allo scorso agosto, la Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.
L’inchiesta si trova ancora nella fase cautelare. Alle nove persone coinvolte è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo, passaggio che precede la decisione del giudice sulle richieste di misura cautelare formulate dalla Procura.
“Premesso che tutti sono da considerare innocenti fino al terzo grado di giudizio, non si può, comunque, non essere preoccupati dall’impressionante sequela di arresti, scandali e inchieste che coinvolgono l’attuale classe dirigente che sostiene Schifani che, siamo pronti a scommettere, anche su questa vicenda farà orecchie da mercante, così come ha fatto sul processo avviato nei confronti della sua assessora Elvira Amata che continua imperterrita a rimanere al proprio posto a dispetto delle accuse che pendono sulla sua testa. Che male hanno fatto i siciliani per meritare tutto questo? È arrivata l’ora di dire basta e cambiare drasticamente pagina – afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca – La corruzione dilagante è uno dei grandi mali del nostro Paese e della Sicilia in particolare e, purtroppo, si fa pochissimo per contrastarla: il M5S lo sa bene, non per nulla ha fortemente voluto il Whistleblowing, cioè la legge che garantisce la riservatezza e tutela da ritorsioni i dipendenti che vengono a conoscenza di illeciti e li denunciano. Il prossimo governo regionale dovrà lavorare molto anche su questo versante, oltre che, questo è sottinteso, per varare provvedimenti che cambino veramente la vita dei siciliani e non solo l proprio in questi giorni”.
Intervengono con una nota anche i parlamentari M5S eletti all’Ars assieme ai deputati e ai senatori siciliani M5S eletti alla Camera e al Senato: “Anche oggi i siciliani hanno appreso la notizia di uno scandalo che riguarda la politica di centrodestra in Sicilia e in particolare persone che hanno orbitato intorno alla Giunta Schifani. La vicenda giudiziaria che riguarda un presunto giro di mazzette nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali è gravissima. Così come estremamente allarmante è il fatto che sia stato richiesta dalla Procura di Palermo l’arresto di Gaetano Armao, che fino a pochi mesi fa era al vertice della Commissione ed è anche consigliere giuridico del presidente Schifani. È evidente che la giunta regionale siciliana e i partiti che la sostengono ignorano il concetto di etica pubblica, con tutto quello che è successo sul piano giudiziario ed etico negli ultimi tempi andare a casa è il minimo sindacale per rispetto verso i cittadini”.