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Corruzione e peculato, chiuse le indagini sul presidente dell’Ars Gaetano Galvagno

L'avviso di chiusura indagini prelude, di norma, alla richiesta di rinvio a giudizio

La procura della Repubblica di Palermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, di Fratelli d’Italia. L’ipotesi di accusa nei suoi confronti è di corruzione impropria e peculato d’uso. Con lui anche l’ex portavoce con funzioni anche di addetto stampa, Sabrina De Capitani.

I meccanismi corruttivi degli scambi riguardanti il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, Sabrina De Capitani e Caterina Marcella Cannariato si basavano – secondo la procura di Palermo che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini al politico di FdI e ad altri sei – sui finanziamenti degli eventi – alcuni ad apparente sfondo benefico e di promozione umana e sociale – proposti dalla Fondazione Dragotto, 234 mila euro complessivi per un apericena dell’ottobre 2023 organizzato dalla Fondazione Bellisario; per un altro evento della Fondazione Federico II, nel novembre dello stesso anno e per due edizioni del Magico Natale del 2023 e del 2024. Come contropartita Franco Ricci, compagno della portavoce del presidente dell’Ars, diventò membro del Cda della Sicily by Car, società del marito della Cannariato, Tommaso Dragotto; Marianna Amato, indagata, ottenne un incarico per un evento della Fondazione Dragotto; Alessandro Alessi, altro indagato, la stessa De Capitani, ancora la Amato e Davide Sottile ottennero incarichi retribuiti dalla stessa Fondazione. Collettore dei fondi (100 mila euro) sarebbe stato, secondo il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, Alessi, con una sua società, Alquadrato Comunication, con l’intesa che avrebbe restituito 20 mila euro alla Cannariato e che ne avrebbe dati 1.830 a Sottile, 12 mila alla Amato e 10 mila alla De Capitani.

L’avviso di chiusura indagini prelude, di norma, alla richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda è quella del giro di assegnazioni di finanziamenti pubblici nell’organizzazione di eventi in cambio di presunti favori e prebende ad amici e collaboratori del numero uno dell’Ars, nonché dell’utilizzo dell’auto blu. Galvagno proprio in questi giorni sarà sentito dai probiviri del partito.

“Mi è appena stato notificato dalla procura di Palermo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Dopo le dichiarazioni che ho reso agli inquirenti e da una prima lettura dell’atto, che comunque avrò modo di approfondire con miei legali quando entreremo in possesso dell’intero fascicolo, registro con soddisfazione che sono state escluse tutte le presunte indebite utilità che avrei percepito a titolo personale. Confido con l’integrale accesso agli atti di poter dissipare i dubbi e le perplessità di sorta sulla correttezza istituzionale del mio operato tra ciò che rimane come ipotesi di reato”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno. L’ipotesi di accusa nei suoi confronti è di corruzione impropria e peculato d’uso: “In ogni caso mi riservo anche sulla contestazione del peculato di fornire tutti i chiarimenti necessari all’effettivo utilizzo previsto dal regolamento”.

Sono sette in tutto gli indagati del procedimento che vede sotto inchiesta per corruzione e peculato d’uso, per l’utilizzo dell’auto blu, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, assieme alla sua addetta stampa Sabrina De Capitani: verso il processo anche un noto manager e organizzatore di eventi come Nuccio La Ferlita, catanese; l’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie di Tommaso Dragotto, patron di Sicily by car (il marito non è indagato);  Alessandro Alessi, titolare di una società che organizza eventi per la Fondazione Dragotto; Marianna Amato, che avrebbe ricevuto finanziamenti per la gestione di eventi e il segretario particolare del presidente dell’Assemblea siciliana, Giuseppe Cinquemani.


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