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Covid, la Sicilia “regala” dosi di AstraZeneca e intanto cambiano i criteri di valutazione del rischio

La Sicilia spera nel giallo a partire dal 16 maggio ma intanto esplode la polemica per le 50mila dosi di vaccini in scadenza e inviate in Puglia

La Sicilia spera nel giallo a partire dal 16 maggio per effetto, anche, della revisione dei due indicatori principali con i quali finora il governo ha assegnato i colori: l’Rt ospedaliero e l’incidenza dei casi di infezione da Covid. Il nuovo modello sarà esaminato oggi, nell’incontro tra governo e Regioni dopo le valutazioni fatte dall’Istituto superiore della Sanità (Iss) e dai tecnici delle Regioni.

Il passaggio in zona ad alto rischio avverrebbe se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 30% e al 20% (ora al 40 e al 30).

Tre le fasce di incidenza: quella a maggior rischio sarebbe fissata a partire da 150 casi su 100mila persone.

E mentre esplode la polemica sulle 50mila dosi di AstraZeneca in scadenza e che la Sicilia ha deciso di inviare in Puglia, col Pd che in Assemblea siciliana ha chiesto chiarimenti al governatore Nello Musumeci, prosegue spedita l’operazione “isole Covid free”: nelle Eolie dopo Salina, Alicudi, Filicudi le vaccinazioni di massa sbarcano a Panarea. L’equipe diretta da Antonio Pallino, vice primario del reparto di chirurgia dell’ospedale di Lipari, per quasi tutta la giornata ha vaccinato circa 200 persone tra isolani, lavoratori stagionali e domiciliati.

Sul fronte imprese, si registra il grido d’aiuto lanciato dal presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti (al quinto giorno di sciopero della fame), sentito in commissione Attività produttive all’Ars. “Non riusciamo ad essere ottimisti. Moltissime aziende, oltre 40 mila, rischiano la chiusura in Sicilia. Si stima la perdita di almeno 30 miliardi di fatturato e di circa 30mila unità lavorative. Se non si interviene immediatamente, sarà una catastrofe senza precedenti”, ha avvertito.

“Decine di atti ispettivi della rubrica sanità non possono essere trattati in aula perché il presidente Musumeci, che ha assunto la carica di assessore, ha scelto, nel pieno di una pandemia, di svolgere il ruolo in modalità ‘smart working’ sottraendosi al confronto e rifiutando di riferire sulla gestione dell’emergenza nell’Isola”. Lo ha detto intervenendo in aula il capogruppo Pd all’Ars Giuseppe Lupo.

“Musumeci si presenti davanti al parlamento – ha aggiunto – e spieghi cosa sta facendo per fronteggiare la crisi pandemica e sulla base di quali dati ha scelto di destinare 50mila dosi di vaccino, attualmente a disposizione dei siciliani a un’altra regione italiana. Piuttosto che darli ad altre regioni Musumeci faccia distribuire le fiale di AstraZeneca ai medici di famiglia che possono informare e convincere i propri assistiti a vaccinarsi”.


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