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Crisi di governo, Schifani (FI) teme “un centrodestra diviso alle elezioni”. Le opposizioni chiedono a Musumeci di riferire in aula

Proseguono le fibrillazioni dopo il voto per i grandi elettori che di fatto ha sancito una spaccatura netta tra i partiti di maggioranza e il governatore regionale

Ciò che è successo mercoledì scorso nell’Assemblea regionale siciliana ha una notevole rilevanza politica: è evidente che l’esito del voto non sia dipeso dal malessere di singoli ma dalla regia di alcuni”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia e ex Presidente del Senato Renato Schifani, tornando così sul voto per i “grandi elettori” espresso dall’Ars che ha sancito una grossa spaccatura all’interno della maggioranza di governo e una sempre più pesante “sfiducia” nei confronti del Governatore Musumeci.

Vedo avvicinarsi sempre più lo spettro delle elezioni 2012, quando il centrodestra si presentò diviso consegnando la Sicilia a Crocetta – dice Schifani -. Se la maggioranza di governo, o sue componenti, hanno da muovere delle critiche a Musumeci, anziché rifugiarsi nel voto segreto esprimano pubblicamente le loro censure di merito sui punti che ritengono irrisolti o male affrontati dal Presidente. Ciò – prosegue- consentirebbe di porre pubblicamente sul tavolo eventuali criticità, per uno sforzo reciproco di composizione, in una ottica di massima trasparenza e di buona politica.”

Per il senatore degli “azzurri” sarebbe necessario ritrovare compattezza prima di arrivare a un punto di “incomunicabilità tra maggioranza parlamentare ed esecutivo, arricchita da eventuali giochi sotterranei di palazzo, consegnino la Sicilia a quelle forze politiche che negli anni pregressi l’hanno sfregiata”.

Intanto, vista la crisi di governo e le frizioni tra le forze di maggioranza – con Musumeci che inizialmente aveva minacciato le dimissioni per poi ripiegare a un azzeramento di Giunta (ma solo dopo l’ok alla Finanziaria) – I rappresentanti delle forze di opposizione all’Ars Nuccio Di Paola (M5S), Giuseppe Lupo (Pd) e Claudio Fava (Cento Passi) hanno inviato una lettera al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè chiedendo che martedì 18 gennaio la seduta d’aula sia dedicata ad un dibattito d’aula, alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci, alla luce delle sue recenti dichiarazioni che hanno determinato una situazione di caos istituzionale e di incertezza politica in Sicilia.

I tre esponenti di opposizione hanno ricordato come a conclusione della seduta del 12 gennaio, durante la quale si è proceduto all’elezione ed alla proclamazione dei delegati per l’elezione del presidente della Repubblica, il presidente della Regione Nello Musumeci abbia chiesto la parola e la presidenza dell’Ars ha invece chiuso la seduta con l’assicurazione che l’avrebbe riaperta nel giro di pochi minuti, consentendo solo allora l’intervento del presidente della Regione. Ma alla riapertura dei lavori, di fatto, la seduta non si è mai svolta se non per comunicare il rinvio al 18 gennaio.

In quella stessa giornata – ricordano Lupo- Di Paola e Fava – il presidente della Regione, dopo aver ventilato in aula le proprie dimissioni, ha diffuso attraverso i social una comunicazione nella quale ha dichiarato l’intenzione di “azzerare la giunta”, riferendo inoltre di avere subito un “atto di intimidazione” da parte di alcuni deputati definiti “disertori e ricattatori”, e di avere respinto “pressioni e tentativi di condizionamento” dai contorni non chiariti.

È evidente come si sia determinata una situazione di caos istituzionale e di grave incertezza politica che pesa sul presente e sul futuro della Sicilia, già alle prese con una fase delicatissima dovuta alla pandemia.

Alla luce di ciò riteniamo imprescindibile che i lavori d’aula di martedì 18 gennaio riprendano con le comunicazioni del presidente della Regione sulla crisi di governo. Chiediamo inoltre che a seguire, nella stessa giornata di martedì, si svolga un dibattito d’aula”.


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