Si sono concluse nel modo più doloroso le ricerche di Luigia Narbone, la donna scomparsa nei giorni scorsi a Canicattì. Dopo cinque giorni di attività, il corpo è stato individuato e ritrovato dalle squadre di volontariato della Protezione Civile del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Sicilia, impegnate sul territorio insieme alle altre componenti del sistema di soccorso.
Per giorni le operazioni sono proseguite senza sosta, con la partecipazione delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco e dei volontari di Protezione Civile. Squadre che hanno continuato a setacciare il territorio mantenendo viva, fino all’ultimo, la speranza di poter trovare la donna in vita.
Alle ricerche hanno preso parte anche le SST territoriali di Porto Empedocle, Canicattì e Sciacca, che hanno garantito presenza e continuità operativa durante tutte le fasi delle attività, fino al ritrovamento.
Un lavoro complesso e prolungato, condotto con professionalità e determinazione da tutte le componenti impegnate nelle operazioni.
La notizia del ritrovamento ha segnato così il tragico epilogo di una vicenda che aveva tenuto in apprensione la comunità di Canicattì e che per cinque giorni aveva mobilitato uomini e mezzi nella speranza di poter riportare Luigia Narbone a casa.
Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana ha espresso profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della donna, rivolgendo al contempo un ringraziamento a tutti i volontari e agli operatori impegnati nelle ricerche per l’impegno, la professionalità e l’umanità dimostrati durante le operazioni.