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Ex palazzo dell’Esa a Palermo nel degrado, sopralluogo di Musumeci e Scilla

L'edificio, costruito nel 1900, è appartenuto alla storica famiglia Florio prima di essere venduto, nel secondo dopoguerra a diversi Enti siciliani

Restituire nuova vita all’ex palazzo dell’Esa di Palermo e sottrarlo in questo modo al degrado e all’abbandono. È questo l’obiettivo del governo siciliano, guidato dal presidente della Regione Nello Musumeci, che stamani, insieme con l’assessore dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea Toni Scilla, ha effettuato un sopralluogo nell’edificio costruito nel 1900 e appartenuto alla storica famiglia Florio prima di essere venduto, nel secondo dopoguerra, a diversi enti siciliani.

Il palazzo, all’angolo tra via Catania e via Libertà, si eleva su quattro piani più uno scantinato e può contare su una estensione complessiva di oltre 3mila metri quadrati, che si snodano attraverso un grande scalone centrale. Al suo interno sono presenti un’area destinata al giardino d’inverno e la sala biblioteca, le cui pareti sono interamente rivestite in legno. A sormontare il palazzo, poi, è il grande terrazzo da cui si può godere di una vista suggestiva sulla zona centrale del capoluogo. Un gioiello architettonico abbandonato da circa un decennio, durante il quale ha subìto numerosi saccheggi e occupazioni.


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