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Ferragosto, al via da Palermo Comitato nazionale ordine pubblico: presente anche il ministro Lamorgese

Musumeci: "Chiesti più uomini, mezzi e risorse allo Stato, Regione farà la sua parte"

Iniziato, in prefettura a Palermo, il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Poco prima Lamorgese si è collegata con i comandi provinciali di Palermo e anche con la sala operativa nazionale della Protezione civile, a Roma.

Al tavolo con Luciana Lamorgese il sottosegretario alla Pubblica sicurezza, Nicola Molteni, il capo di gabinetto Bruno Frattasi, il capo del dipartimento di Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, il comandante generale dei carabinieri Teo Luzi, quello della Guardia di finanza, Giuseppe Zafarana e quello del corpo dei Vigili del fuoco Guido Parisi, il capo di Stato maggiore della difesa, Enzo Vecciarelli.

Partecipano anche Michele Di Bari, capo dipartimento Libertà civile e immigrazione, ma anche Dino Petralia, capo del Dap e Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile nazionale. Al tavolo anche Elisabetta Belloni, capo del DIS e i vertici di Aise e Aisi, Giovanni Caravelli e Mario Parente. Al tavolo anche il capo dipartimento dei Vigili del fuoco, Laura Lega e il comandante generale delle capitanerie di Porto, Nicola Carlone.

A seguire parteciperanno anche il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, il questore Leopoldo Laricchia, i comandanti provinciali di Carabinieri e guardia di finanza, dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto, il presidente della Regione Nello Musumeci e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

“Non ci sono evidenze in questi termini, cioè di una regia occulta che lega i roghi che sono scoppiati in varie Regioni. Certamente occorre una cultura volta a preservare l’ambiente e il territorio”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, rispondendo alle domande dei giornalisti, a Palermo, al termine del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza. L’emergenza incendi, dunque, al centro del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza che si è svolto in prefettura: “Ci sono i piromani e quindi gli incendi – ha detto Lamorgese – per alcuni aspetti dolosi. Le pene previste sono dai 3 ai 7 anni ma si è affrontato il tema dei processi che con difficoltà arrivano al termine. Abbiamo affrontato questo argomento, ma non sono stati ravvisati collegamenti con la criminalità organizzata e una regia occulta. Bisogna anche tenere conto del fortissimo vento e delle alte temperature”. “E’ difficile individuare gli incendiari perché le aree sono vaste, si tratta di terreni incolti – dice – ma quando le forse dell’ordine vanno sul campo, entrano in azione, si effettuano gli arresti in fragranza.”

“Ma lei pensa che tutto quello che avviene al livello di immigrazione, gli arrivi, le segnalazioni, i pos e ong sia un problema solo del ministro dell’Interno o riguardi l’interno governo con cui mi confronto, a partire dal presidente del consiglio che segue l’intero dossier? Su questo mi confronto volentieri e non ho alcun tipo di preclusione. Anzi ben volentieri”, così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, rispondendo a una domanda dei cronisti sull’aumento degli sbarchi di migranti, sollevata dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Gli arrivi sono certamente aumentati, su questo non c’è subbio ma comunque vanno contestualizzati. Essere qui a Palermo col Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza – ha aggiunto Lamorgese – vuol dire mettere la faccia sulla questione immigrazione e su cui non c’è nulla da nascondere”.

Lamorgese che ha sottolineato l’importanza degli accordi con la Tunisia e una prossima missione nel Sud della Libia ribadisce che, assieme a questo, serve l’intervento dell’Unione Europea: “Come ribadito anche dal presidente Draghi nel corso dell’ultimo consiglio europeo, sono necessarie risorse economiche per risollevare le condizioni politiche, sociali ed economiche di quei Paesi. Perché il flusso migratorio è la conseguenza di una situazione di instabilità di quei territori – ha spiegato – cui bisogna far fronte con interventi da parte dell’Europa che ristabilisca quel minimo di stabilità che aiuta certamente a limitare i flussi”.

“Sicuramente è da prevedere che ci sia un ulteriore flusso di migranti afghani provenienti dalla rotta balcanica ma non solo, perché tante volte sono arrivati afghani via mare”, ha affermato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Teniamo conto che in Germania si vota a breve, a settembre, quindi è una situazione politica generale – dice – però so che l’Unhcr ha dato una quantificazione nei prossimi mesi che potrebbe farci preoccupare, tenendo conto anche del rischio terrorismo. Certamente – ha aggiunto – noi stiamo monitorando e su questo abbiamo la garanzia da parte di tutte le forze che opereranno al meglio”.

 

“Quest’estate abbiamo dovuto affrontare emergenze importanti e dobbiamo operare perché non si verifichi più quanto sta accadendo in Sicilia ormai da troppi anni. Già da settembre è necessario un tavolo di lavoro comune, perché per ottenere questo risultato abbiamo bisogno di molti più uomini, mezzi e di ulteriori risorse. Questo ho chiesto durante la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La Regione dal canto suo farà la propria parte”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci al termine della riunione di Ferragosto del Comitato presieduto dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che quest’anno si è tenuto a Palermo. QUI il video
 
Il governatore si è poi recato a Palazzo Orléans per un incontro con i volontari di protezione civile assieme al capo della protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al dirigente generale del dipartimento di protezione civile regionale, Salvatore Cocina.


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