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In Finanziaria più giornate per i forestali: intervento da 41 milioni di euro

"La Finanziaria prevede infatti l’incremento di 23 giornate lavorative per tutti gli operai forestali, una platea di 13.500 persone"

“L’approvazione della norma sui forestali conferma l’attenzione che il mio governo riserva, fin dall’avvio della legislatura, alla tutela del territorio e alla prevenzione degli incendi. Rafforzare il lavoro degli operai forestali significa investire concretamente nella sicurezza dei nostri boschi e delle comunità. In questa direzione si inserisce anche l’inaugurazione della sala operativa unificata che mette in rete Protezione civile, Corpo forestale e Vigili del fuoco, così come l’iter ormai avanzato per la realizzazione di una control room regionale basata sulle tecnologie di Leonardo, che consentirà una sorveglianza più efficace e moderna del territorio. Prevenzione, coordinamento e innovazione sono pilastri centrali della nostra azione di governo”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in merito alla misura approvata dall’Assemblea regionale siciliana che stanzia, nella legge di Stabilità, le risorse per accrescere l’impiego dei forestali stagionali.

“Portiamo a casa – aggiunge l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino – un risultato importante per il futuro e la stabilità dei lavoratori. La Finanziaria prevede infatti l’incremento di 23 giornate lavorative per tutti gli operai forestali, una platea di 13.500 persone. L’intervento, da 41 milioni di euro, consentirà una migliore gestione del nostro patrimonio boschivo e garantirà una maggiore sicurezza economica a tutte le unità di personale stagionale”.

Un provvedimento fortemente voluto e sostenuto dall’Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della Commissione Affari Istituzionali all’ARS e da tutto il Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana. La norma risponde concretamente alla battaglia iniziata lo scorso ottobre, quando l’On. Abbate aveva denunciato l’insostenibilità di un sistema che vedeva migliaia di lavoratori impiegati per sole 78 o 101 giornate l’anno.
“Avevamo preso un impegno preciso con i lavoratori forestali e con le loro famiglie: non potevamo permettere che migliaia di siciliani continuassero a vivere in una precarietà estrema. Dopo il lavoro svolto per la stabilizzazione degli ASU e di altre categorie, mettere mano ai contratti dei forestali era per me un dovere morale oltre che politico.”

Secondo l’esponente della DC, l’aumento delle giornate lavorative non è solo un atto di giustizia sociale, ma una necessità vitale per la protezione del territorio regionale. Con un numero di addetti sceso da 35.000 a 16.000 unità in vent’anni, la stabilizzazione e l’incremento dell’operatività degli attuali dipendenti rappresentano l’unico argine efficace contro i roghi estivi.

“Aumentare la presenza dei lavoratori sul campo significa rendere la lotta agli incendi e la prevenzione del dissesto idrogeologico azioni concrete e non più emergenziali,” prosegue Abbate. “Senza nuove assunzioni possibili a causa del blocco del turn-over, valorizzare chi è già in servizio era l’unica strada percorribile. Abbiamo lavorato intensamente al tavolo della maggioranza per trovare le risorse necessarie e oggi il voto dell’aula premia questo impegno.”

L’Onorevole Abbate conclude sottolineando il senso di responsabilità con cui è stata condotta l’operazione: “Abbiamo agito con concretezza, portando avanti una proposta solida nell’interesse esclusivo della Sicilia e dei suoi lavoratori. Stasera vince la dignità. Un grazie di cuore va al Presidente Schifani e al Governo Regionale per aver messo a disposizione le risorse necessarie “.

Una misura che consente l’aumento delle giornate lavorative: da 78 a 101, da 101 a 124, da 151 a 174, restituendo dignità, continuità e prospettiva a un settore strategico per la Sicilia. “Quella dei forestali – dichiara l’On. Carlo Auteri – era una promessa assunta in campagna elettorale. È stata una battaglia lunga, complessa, a tratti faticosa, ma oggi possiamo dire di aver onorato quell’impegno. Non era accettabile che migliaia di lavoratori continuassero a vivere in una precarietà cronica. Parliamo non solo di giustizia sociale ma anche di tutela del territorio. Con un numero di forestali drasticamente ridotto negli anni e il blocco del turn-over, rafforzare chi già opera sul campo era l’unica strada possibile per contrastare incendi, dissesto idrogeologico ed emergenze ambientali. Oggi passiamo finalmente dalle parole ai fatti”.


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