Un’evidente disparità di trattamento tra una candidata e l’altra: per questa ragione il Consiglio di giustizia amministrativa per la regione Sicilia (l’equivalente del Consiglio di Stato nelle altre regioni) ha deciso che già dall’anno scolastico 2021-2022 una docente di Raffadali (Agrigento) potrà insegnare italiano, storia e geografia nella scuola media nella sua provincia di origine, e cioè proprio Agrigento.
I giudici palermitani hanno annullato il provvedimento con cui l’Ufficio scolastico regionale aveva rettificato la graduatoria per l’insegnamento, riconoscendo l’abilitazione conseguita all’estero a un’altra professoressa e non anche alla docente agrigentina.
Il collegio presieduto da Fabio Taormina ha così rimesso la situazione in equilibrio, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.
L’insegnante aveva conseguito il titolo di abilitazione in Romania: l’amministrazione scolastica aveva in un primo momento escluso tutte le candidate ma poi, con riferimento alla posizione di una soltanto, aveva effettuato una modifica “in autotutela“. Su questo i legali della esclusa si erano basati nel loro ricorso: nella loro decisione i giudici amministrativi hanno sottolineato come l’Usr non avrebbe potuto procedere in questo modo, rimuovendo “una precedente situazione di illegittimità a vantaggio solo di alcuni dei soggetti in identica posizione, poiché così operando” l’amministrazione aveva pregiudicato la posizione dell’insegnante agrigentina.
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