A dieci giorni dal closing che ha portato il 51% di ISAB sotto il controllo di Ludoil, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è arrivato questa mattina nel polo industriale di Priolo-Melilli-Siracusa per la prima visita ufficiale alla raffineria dopo il cambio di proprietà.
Ad accoglierlo il presidente del Gruppo Ludoil, Donato Ammaturo, e l’amministratore delegato di ISAB, Paolo Fedeli. Una visita che arriva all’indomani di una delle operazioni industriali più rilevanti degli ultimi anni per il territorio siracusano: il 23 settembre Ludoil Capital ha perfezionato l’acquisizione del 51% di ISAB da GOI Energy, assumendo la guida industriale e gestionale della raffineria. L’operazione ha avuto il via libera nell’ambito del procedimento Golden Power, mentre le autorizzazioni Antitrust e quelle previste dal regolamento europeo sulle sovvenzioni estere si sono concluse senza prescrizioni.
Urso ha visitato la Sala Controllo, dalla quale viene governato l’intero ciclo produttivo, e successivamente le unità di processo del complesso industriale.
Il ministro ha poi incontrato i lavoratori, insieme al prefetto di Siracusa Chiara Armenia, ai sindaci del territorio e alle rappresentanze sindacali. Un confronto che ha riunito attorno alla nuova governance dell’azienda i principali soggetti coinvolti nel futuro del polo industriale.
La presenza del ministro assume un significato particolare alla luce della funzione strategica attribuita a ISAB dal Governo. La raffineria rappresenta infatti oltre un quinto della capacità di raffinazione italiana, con circa mille lavoratori diretti e circa 2 mila persone coinvolte nell’indotto, secondo i dati comunicati dalla società.
Il cambio di proprietà ha aperto una nuova fase dopo il passaggio della maggioranza a Ludoil, che ha indicato nell’ISAB il perno della propria strategia nel settore energetico. L’enterprise value dell’asset è stato indicato in circa un miliardo di euro.
Il principale elemento al centro della visita di Urso è il piano industriale da circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni annunciato da Ludoil.
Il programma prevede innanzitutto il recupero della piena efficienza degli impianti, attraverso il riavvio e l’ammodernamento di alcune unità di processo attualmente dismesse. Sul versante della trasformazione energetica, il progetto punta invece sullo sviluppo della produzione di biocarburanti, con una filiera destinata a comprendere biobenzine, SAF (Sustainable Aviation Fuel) e HVO (Hydrogenated Vegetable Oil). Una prima fase della conversione è già partita nel luglio scorso con il co-processing presso l’impianto FCC del sito Nord.
Il piano prevede inoltre la conferma dell’intero organico attuale. Secondo quanto comunicato da Ludoil, nel corso dei cinque anni di rilancio le attività legate agli investimenti potranno coinvolgere circa mille persone aggiuntive tra ingegneria, logistica e costruzioni, mentre a regime sono previste circa 100 nuove figure tecniche e operative specializzate.
Numeri che rendono particolarmente importante il rapporto con il territorio siracusano, non soltanto in termini occupazionali ma anche per la capacità dell’indotto locale di intercettare la nuova fase di investimenti.
“ISAB rappresenta un esempio concreto di come si può difendere l’interesse nazionale attraverso scelte strategiche di politica industriale”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.
“Quattro anni fa, appena giunti al governo, abbiamo impedito la chiusura del principale polo di raffinazione italiano; oggi ISAB torna in mani italiane, con la piena tutela degli occupati e 1,3 miliardi di investimenti”, ha aggiunto.
Per Urso, la salvaguardia della capacità di raffinazione assume un peso particolare in una fase internazionale caratterizzata da tensioni geopolitiche e pressione sui costi dell’energia.
“Aver preservato la nostra capacità di raffinazione, mentre altri Paesi europei la riducevano, è stata una scelta lungimirante: oggi l’Italia produce più gasolio di quanto ne consumi e dispone di una capacità industriale strategica, che può contribuire alla sicurezza energetica del nostro Paese e dell’Europa“, ha concluso il ministro.
Parole che si inseriscono anche nel confronto più ampio avviato dal Governo sul ruolo delle raffinerie italiane. Lo scorso 25 settembre lo stesso Urso, insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, ha convocato per l’8 ottobre gli operatori nazionali della raffinazione, compresa ISAB-Ludoil, per valutare come aumentare la produzione e mitigare gli effetti dello scenario internazionale sull’approvvigionamento.
Per il nuovo amministratore delegato di ISAB, Paolo Fedeli, la raffineria deve rappresentare anche un elemento di crescita per l’area industriale che la ospita.
“ISAB si propone come un esempio virtuoso di eccellenza nell’impiantistica industriale e ambientale, centrale per il Paese e traino per il territorio che la ospita da cinquant’anni“, ha affermato Fedeli.
Il messaggio lanciato dalla nuova proprietà è dunque quello di una continuità industriale accompagnata da una fase di investimento e trasformazione. Ludoil ha indicato ISAB come elemento centrale della propria filiera energetica, con l’obiettivo di integrare raffinazione tradizionale, biocarburanti, rinnovabili, stoccaggio e distribuzione.
Per il polo siracusano, la sfida dei prossimi anni sarà ora trasformare il piano annunciato in cantieri, investimenti, occupazione e nuova capacità produttiva, mantenendo contemporaneamente aperto il confronto con istituzioni, sindacati e comunità locali sul futuro industriale e ambientale dell’area.