La capitale italiana della cultura è morosa e il fornitore idrico taglia l’acqua. Siciliacque informa, infatti, che dall’1 dicembre sarà operativa la graduale riduzione dell’erogazione idrica all’ingrosso nei confronti di Aica, gestore d’ambito della provincia di Agrigento. La decisione – annunciata al distributore il 6 novembre – è stata presa a causa della “grave situazione di morosità” di Aica, che ha accumulato un debito superiore ai 23 milioni di euro, oltre interessi di mora, tra mancato pagamento delle forniture pregresse (a partire da agosto 2023) e correnti.
Una condizione resa ancora più critica dalla mancata presentazione, spiega il gestore del servizio idrico di sovrambito, che si occupa della distribuzione all’ingrosso di acqua potabile, di “un accordo conforme alle condizioni di sostenibilità finanziaria” indicate dalla stessa Siciliacque. La riduzione della portata dell’acqua – come notificato alla prefettura di Agrigento e per conoscenza all’Assemblea territoriale idrica e alla Regione – sarà applicata in modo graduale, “nel pieno rispetto delle normative vigenti e rimarrà valida fino a quando non sarà posto rimedio all’attuale situazione d’inadempienza di Aica, che sta mettendo a rischio l’equilibrio economico-finanziario di Siciliacque, in un momento in cui la società è impegnata in importanti investimenti per il miglioramento del sistema idrico di sovrambito“. Siciliacque assicurerà in ogni caso un approvvigionamento all’ingrosso che consenta ad Aica la distribuzione agli utenti finali della dotazione minima prevista dalla legge. Le modalità operative del piano di riduzione “terranno conto di eventuali esigenze che Aica dovesse segnalare relativamente a particolari situazioni presenti nel territorio Agrigentino. La misura – conclude Siciliacque – verrà immediatamente sospesa qualora Aica provveda a regolarizzare la propria posizione“.
La crisi tra Aica e Siciliacque è stata affrontata dalla Regione, che ha messo a disposizione un fondo di rotazione da 20 milioni di euro. “Una misura – ha detto l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusi Savarino – che consente all’azienda idrica di operare con serenità e ai Comuni agrigentini di evitare qualsiasi ripercussione sulla fornitura idrica, garantendo continuità del servizio a tutti i cittadini. È giusto ricordare che molti Comuni sono virtuosi e puntuali nei pagamenti, ma chi è ancora indietro deve mettersi in regola: non è ammissibile che i cittadini di un Comune paghino l’acqua e quelli del Comune accanto no, mettendo a rischio l’intero sistema idrico della provincia di Agrigento. Lo sforzo del governo Schifani è concreto ed è una mano tesa verso Aica, ma deve accompagnarsi al senso di responsabilità di chi amministra. Solo così possiamo tutelare un servizio essenziale per le nostre comunità e per la nostra terra”.
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