È Augusta il porto assegnato alla Ocean viking, la nave della Ong Sos Mediterranee con a bordo 572 migranti salvati in diversi interventi di soccorso nei giorni scorsi al largo della Libia. La nave dovrebbe approdare intorno alle dieci di oggi dopo l’ok del Viminale arrivato nella tarda serata di ieri quando è stata accolta la richiesta di assegnazione di un porto sicuro lanciata per 5 volte dall’equipaggio della ong che segnalava come la situazione a bordo stesse peggiorando sempre di più. Inoltre i kit di cibo preconfezionati sarebbero bastati solo fino a oggi e il tempo è in peggioramento, pertanto per proteggersi la nave aveva già annunciato che si sarebbe avvicinata alla Sicilia orientale.
I 572 migranti, tra cui 183 minori, sono stai soccorsi in sei diverse operazioni in meno di cinque giorni: il 2 luglio le prime 44 persone da 2 barche di legno, il 3 luglio 21 migranti vengono recuperati da una barca, il giorno successivo vengono intercettate e soccorse all’alba nella zona di soccorso maltese altre 67 persone e nel pomeriggio 71. Quattro persone esauste devono essere soccorse su una barella. Nella notte tra il 4 e il 5 luglio appare un’enorme barca di legno pesantemente sovraccaricata nella zona di ricerca e soccorso libica che rischiava di ribaltarsi. In una missione di salvataggio di cinque ore, la squadra Sos Mediteranee porta in sicurezza 369 persone e da allora, a bordo dell’Ocean Viking i migranti in totale sono 572.
“La scorsa notte un uomo in grave difficoltà mentale è saltato in mare. Ha giustificato il suo atto disperato con il fatto che “non poteva più sopportare l’incertezza. Le equipe mediche e infermieristiche osservano un aumento dello stress psicologico e dell’esaurimento tra le donne, i bambini e gli uomini a bordo – aveva spiegato in una nota Luisa Albera, coordinatrice Sar a bordo – Uno dei due minorenni portatori di handicap mostra segni di rigidità fisica in aumento e ha dovuto essere portato di notte alla clinica di bordo. Per le persone soccorse in mare, una nave è per definizione solo un mezzo di trasporto temporaneo verso un luogo sicuro. Trattenere le persone su una nave per un periodo di tempo più lungo dopo che hanno appena avuto un’esperienza di pre-morte in mare mette loro a dura prova”.
La Ong sottolineava come sia non solo un “obbligo morale fornire rapidamente un posto sicuro alle persone soccorse in mare, è anche un obbligo legale. Chiediamo agli Stati membri europei di mostrare solidarietà e sostenere gli Stati costieri. Le autorità marittime non possono più lasciarci tutti in questa posizione irragionevole. Bisogna trovare subito una soluzione” aveva aggiunto Albera.
Alcuni soccorsi a bordo della Ocean Viking riferiscono dell’inimmaginabile violenza a cui sono stati esposti in Libia. “C’è troppa tortura in Libia”, dice Susanne, una donna di 36 anni del Camerun: “Sono riuscita a scappare da un campo di prigionia con mia figlia sabato mattina. Avevamo trascorso otto mesi lì. Le milizie ci trattavano come spazzatura, come merce. Ci ha violentato”. Djimon, un uomo di 23 anni del Benin, ha detto ai soccorritori di aver ricevuto ripetuti abusi fisici e sessuali: “Quando sono arrivato in Libia, sono stato rapito. Ho passato due mesi nei campi di prigionia. Sono stato torturato da gennaio. Sono stato picchiato finché la mia gamba non si è rotta. Stupri tutti. Non ho mangiato né bevuto nulla per quattro giorni”.
“Quello che abbiamo vissuto in mare negli ultimi giorni è scioccante – ha concluso Albera – Abbiamo salvato centinaia di persone che avrebbero preferito correre il rischio di morire in mare piuttosto che rimanere in Libia. Abbiamo anche trovato resti di altre imbarcazioni intercettate dalla Guardia costiera libica, fino alla zona di soccorso maltese. Le persone all’interno sono state rimandate forzatamente e illegalmente in Libia, che non può essere considerata un luogo sicuro secondo il diritto del mare”.
Arriverà stamani a Pozzallo invece la nave Fiorillo della Guardia costiera italiana. A bordo 148 migranti in trasferimento da Lampedusa. Appena sbarcati saranno trasferiti a Messina sulla nave quarantena Aurelia che ha lasciato ieri sera Augusta diretta proprio a Messina.
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