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Mafia e truffe con i fondi Ue, sequestrati beni per 210.000 euro a Messina

Sotto sequestro sono finiti una società agricola che sarebbe stata utilizzata per la percezione indebita di contributi comunitari erogati dall’Agea, un appartamento, un'automobile e otto rapporti bancari

Ammonta a circa 210.000 euro il valore complessivo dei beni sequestrati a Vincenzo Galati Giordano, nell’ambito di indagini sulle truffe agricole. Galati Giordano, attualmente detenuto, è ritenuto appartenente al gruppo mafioso dei “batanesi”, operante a Tortorici e sulla fascia tirrenica della provincia di Messina. Sotto sequestro sono finiti una società agricola che sarebbe stata utilizzata per la percezione indebita di contributi comunitari erogati dall’Agea, un appartamento, un’automobile e otto rapporti bancari.

Il provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, è stato eseguito dai carabinieri del Ros con il supporto dei militari del Comando provinciale di Messina. Il sequestro scaturisce dall’indagine “Nebrodi”, condotta dai carabinieri del Ros, che aveva documentato come i “Batanesi”, a seguito dell’indebolimento della famiglia mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto avessero progressivamente esteso il loro controllo sul territorio dei Nebrodi e della fascia tirrenica messinese, all’area di Montalbano Elicona un tempo controllata dai “Barcellonesi”, insediando una loro “cellula” nel territorio di Centuripe, funzionale alle relazioni con esponenti del clan etneo “Cappello”, e inserendosi in alcune dinamiche criminali anche nelle aree di Regalbuto e di Catenanuova, dove sono stati censiti dai carabinieri rapporti con esponenti della criminalità organizzata locale e catanese. Le indagini, inoltre, avevano evidenziato che il gruppo aveva sviluppato rapporti con altri gruppi mafiosi a livello provinciale e ultra-provinciale. Tre le varie attività sono emerse anche le truffe finalizzate alla percezione indebita di rilevanti contributi europei, erogati dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) a sostegno dell’agricoltura e della pastorizia.

Vincenzo Galati Giordano – raggiunto il 15 gennaio 2020 da custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione Nebrodi – dalle indagini dei carabinieri è risultato figura di rilievo dei “batanesi”, tanto da averne retto le fila durante il periodo di detenzione di Sebastiano Bontempo 52 anni, capo del gruppo criminale. L’appartenenza al sodalizio mafioso è stata sancita dalle sentenze definitive relative alle operazioni Mare Nostrum e Montagna.


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