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Migranti, caso Mare Jonio: la Cassazione conferma i sequestri

Il Tribunale della Libertà di Ragusa, nel riesame aveva in sostanza confermato il cardine del decreto di sequestro del materiale ritenendo sussistenti i requisiti di legge alla base del decreto stesso

La Cassazione ha respinto i ricorsi delle difese nel caso che vede indagati per favoreggiamento della immigrazione clandestina otto persone, a vario titolo coinvolte nel trasbordo dei migranti dalla nave cargo danese “Etienne Maersk” alla “Mare Jonio” di Mediterranea saving humans. I fatti sono accaduti tra l’11 e il 12 settembre 2020: la Procura di Ragusa ritiene alla base ci sia un accordo commerciale tra le società armatrici. Mentre l’indagine è ancora in corso, la Cassazione ha respinto i ricorsi delle difese sul decreto di sequestro di materiali probatori.

L’istanza è stata presentata dall’avvocato Gaetano Fabio Lanfranca, in rappresentanza di Luca Casarini, Alessandro Metz, Giuseppe Caccia, Pietro Marrone e Alessandra Sciurba, contro l’ordinanza del Tribunale della Libertà dello scorso marzo che aveva considerato proceduralmente corretto il sequestro probatorio “di materiale documentale, telefoni cellulari, apparati di comunicazione, computer, supporti per l’archiviazione informatica rinvenuti nelle abitazioni degli indagati, a bordo del rimorchiatore Mare Jonio, presso la sede legale della società Ira social Shipping srl, presso la sede legale dell’associazione Mediterranea Saving Humans Aps”.

Il Tribunale della Libertà di Ragusa, nel riesame aveva in sostanza confermato il cardine del decreto di sequestro del materiale ritenendo sussistenti i requisiti di legge alla base del decreto stesso.

La difesa quindi ha promosso il ricorso in Cassazione, eccependo il reale legame dei materiali sequestrati rispetto alle finalità probatorie, chiedendo l’annullamento non essendo stati forniti tutti gli atti e non essendovi indicazione esatta del materiale da sequestrare, e lamentando il non riconoscimento dello stato di necessità a bordo della Maersk per i migranti che poi vennero trasferiti a bordo della Mare Jonio e sbarcati a Pozzallo.

Questo elemento è stato più volte sottolineato dai proponenti il ricorso, che sostengono che il team della Mare Jonio è intervenuto per rispondere alla richiesta di aiuto del comandante della Maersk Etienne nel rispetto delle convenzioni Solas 1974, Sar Amburgo 1979 e Onu 1982 sulla salvaguardia delle vite in mare. Il pronunciamento della Corte di Cassazione, che non può entrare nel merito della vicenda, ha ritenuto infondati tutti i motivi di doglianza delle difese.

“Prendiamo atto del pronunciamento della Cassazione – commenta il procuratore capo di Ragusa Fabio D’Anna che con il sostituto Santo Fornasier sta coordinando le attività di indagine svolte dalla Guardia di Finanza e Squadra Mobile di Ragusa – che ci rassicura sulla bontà procedurale del nostro operato”.

Sul fronte delle indagini preliminari ancora non è stato formulato un avviso di conclusione indagini, atto quello, che porterà ipotesi di reato da sottoporre al vaglio del giudice per le indagini preliminari che quindi interverrà nel merito delle contestazioni che verranno formulate.


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