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“Mio fratello Pino, in ospedale, aveva promesso di vaccinarsi se ne fosse uscito vivo”

Il necrologio di suo fratello, morto di Covid, ha fatto tanto discutere. Probabilmente se Pino avesse creduto al coronavirus oggi racconteremmo un'altra storia. Ma, affranto, Enzo Giuca si lascia andare al racconto degli ultimi terribili giorni su quel maledetto letto d'ospedale

“Mio fratello era speciale”. Il viso è stanco e ancora scavato dalle lacrime per la perdita del familiare, ma allo stesso tempo Enzo Giuca è determinato nel portare avanti quel messaggio che Giuseppe ha potuto diffondere solo attraverso il proprio necrologio.

Pino – così era conosciuto a Belvedere – non c’è più. “Se avessi creduto alla pandemia… se avessi creduto al Covid… se avessi creduto al vaccino… oggi racconterei un’altra storia, ma non questa”. Lo ha fatto scrivere sul necrologio, Pino, riferendolo alla dottoressa del reparto di terapia intensiva, quando sembrava che stesse migliorando, promettendole di vaccinarsi una volta uscito da lì, vivo.

E il medico lo ha riferito ai familiari, sperando che potesse cambiare qualcosa. Invece non è stato così, in due settimane il virus se l’è portato via, gli ultimi 9 giorni in terapia intensiva senza poter ricevere la visita della propria famiglia e di quel fratello che oggi non vuole che la sua morte sia da esempio per i no-vax, ma prova invece a convincere gli indecisi.

La scelta di vaccinarsi è una decisione personale, ma oggi Pino – forse – sarebbe ancora vivo. E, affranto, Enzo si lascia andare al racconto degli ultimi terribili giorni su quel maledetto letto d’ospedale.


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