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Multe pari a 500 euro a chi offende gli Lgbt: in un piccolo centro siciliano il Ddl Zan è già arrivato

I fondi recuperati con l’ammenda saranno utilizzati per la costituzione di un fondo di prevenzione contro l'omobitransfobia

Chi discrimina o fa dichiarazioni offensive verso persone gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, di persona o sui social collegati all’amministrazione di Ferla (in provincia di Siracusa), dovrà pagare una multa di 500 euro. In attesa del ddl Zan, naufragato in Parlamento, il Comune ibleo si porta avanti e approva in Giunta le misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere sull’ordinamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

In realtà non è proprio così, perché il ddl Zan è anche altro, ma certo è un segnale da parte di un piccolo comune che in questi anni non è mai stato banale nell’affrontare la gestione della cosa pubblica attraverso il sindaco Michelangelo Giansiracusa.

L’amministrazione di Ferla lo scorso 13 giugno aveva ricevuto una nota dal Partito Gay-LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale con cui inviava una proposta di deliberazione da applicare nel territorio comunale, al fine di contrastare le azioni discriminatorie contro le persone Lgbt+, donne e persone con disabilità, in assenza di una legge nazionale a riguardo.

Manca ancora un passaggio per renderla applicabile, ma Ferla non è l’unico Comune in Italia – lo è in Sicilia invece – che ha anticipato il ddl Zan: ci sono anche Cancellara (Potenza), Madonna del Sasso (Verbano Cusio Ossola), Morterone (Lecce), Castiglione Cosentino (Cosenza); San Nicolò d’Arciano (Oristano). Castelnuovo Cilento (Salerno), Oriolo (Cosenza).

La delibera prevede il divieto, su tutto il territorio comunale ma comprese anche le piattaforme online e i profili attinenti al territorio, di avviare azioni di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Vietate anche le azioni di istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per gli stessi motivi e ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi o azioni l’incitamento alla discriminazione o alla violenza.

In caso di inosservanza dei divieti, e salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque non osserva il provvedimento è punito con l’ammenda di 500 euro. I fondi recuperati con tale sanzione saranno utilizzati per la costituzione di un fondo di prevenzione contro l’omobitransfobia.

A Ferla è stata inoltre istituita la Giornata contro l’omobitransfobia per il 17 maggio di ogni anno in occasione della Giornata Mondiale e in occasione di questa giornata l’Ente si impegna alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione su tali temi in tutto il territorio di competenza.


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