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Prete indagato per abusi sessuali a Enna: accertamenti su pc e telefoni

A carico del sacerdote il tribunale ecclesiastico aveva aperto un procedimento canonico dopo che la presunta vittima aveva denunciato ad altri sacerdoti e al vescovo

Ci sarebbero anche altri minorenni, oltre al giovane che ha denunciato, tra le vittime degli abusi sessuali del sacerdote di Enna indagato per violenza sessuale aggravata. La circostanza, sulla quale viene mantenuto il massimo riserbo, sarebbe emersa nel corso delle indagini svolte dalla Squadra mobile di Enna e coordinate dalla procura. Oggi pomeriggio gli accertamenti irripetibili sui computer e sui telefoni del prete sequestrati dieci giorni fa a Ferrara, dove era stato temporaneamente trasferito a ottobre 2019, ufficialmente per lo svolgimento di un dottorato. A disporre le perizie tecniche sui supporti informatici, sono stati i sostituti procuratore di Enna Stefania Leonte e Orazio Longo.

A carico del sacerdote il tribunale ecclesiastico aveva aperto un procedimento canonico dopo che la presunta vittima oggi venticinquenne, aveva denunciato tutto ad altri sacerdoti e poi al vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana. Il procedimento, però si era chiuso quando il tribunale aveva dichiarato il difetto di competenza perché i fatti risalivano a quando il prete era seminarista. Nel frattempo diventato sacerdote e nominato parroco, era stato assegnato a Ferrara, dove si trova tuttora e dove sono stati sequestrati computer e cellulari. La presunta vittima aveva denunciato alla polizia di avere subito abusi dal 2008 quando era quindicenne, al 2013. Nel corso delle indagini che hanno portato all’emissione di un avviso di garanzia per il sacerdote, sarebbe emerso che le ulteriori ipotesi di abusi su altri ragazzi sarebbero successive e anche molto più recenti, con casi che si sarebbero verificati nel 2019, poco prima che il sacerdote venisse trasferito a Ferrara.


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