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Ricordato Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia 34 anni fa

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L’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Scarpinato, ha partecipato questa mattina a Palermo, su delega del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, alla cerimonia di commemorazione di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia 34 anni fa.

«Libero Grassi – ha detto Scarpinato – ha avuto il coraggio di opporsi alla mafia per difendere la sua libertà di cittadino e di imprenditore. Ha lanciato un messaggio potente di legalità che ha attraversato le generazioni e che ha contribuito a cambiare la Sicilia, muovendo le coscienze dei suoi cittadini. Nel suo nome e sul suo esempio si è sviluppata una forte azione di contrasto dell’oppressione mafiosa attraverso l’arma delle estorsioni, una mobilitazione che, partita dal basso, è diventata un fenomeno culturale e civico sempre più condiviso. Le istituzioni sono chiamate a onorare la sua memoria e a vivificare il suo esempio perché richiama tutti noi, ognuno nel proprio ambito, al nostro dovere quotidiano di lotta contro ogni forma di mafia».

“La memoria di Libero Grassi continua a essere fonte di ispirazione per chi ogni giorno combatte la mafia, e le sue logiche di prevaricazione, e lavora per un’Italia più libera, forte e solidale”: lo ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in una nota in cui
ha ricordato il suo assassinio il 29 agosto del 1991, “il sacrificio di un uomo che ha pagato con la vita il coraggioso rifiuto di piegarsi alla violenza mafiosa”.

“L’assassinio di Libero Grassi”, ha osservato il ministro, “non è riuscito a impedire che il movimento di ribellione civile contro la prepotenza della criminalità organizzata, nato dalla pubblica denuncia dell’imprenditore, crescesse nel tempo con sempre maggior forza”. “Dignità e libertà – ha aggiunto – hanno un valore inestimabile. Legalità e giustizia rappresentano condizioni necessarie per costruire uno sviluppo sano e duraturo. È questa la sua eredità. Sono questi i principi che lo hanno guidato nella sua scelta di opporsi al racket, con risolutezza e senza tentennamenti”.

“Libero Grassi fu ucciso dalla mafia 34 anni fa per aver detto con coraggio ‘no’ al pizzo e alla criminalità organizzata. La sua integrità e il suo esempio restano un faro per chi combatte con costante impegno l’illegalità e difende la libertà e la sicurezza”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“Sono trascorsi 34 anni da quando l’imprenditore Libero Grassi venne ucciso a Palermo per aver detto no al pizzo e alla mafia, pagando con la vita la sua integrità. La sua testimonianza è tuttora un esempio di dignità e responsabilità che la Nazione ha il dovere di custodire e trasmettere alle future generazioni”. Lo scrive il presidente del Senato, Ignazio La Russa, sui social.

“Il 29 agosto 1991 segna una data cruciale nella storia della lotta al racket e all’oppressione mafiosa. In quel giorno veniva assassinato a Palermo l’imprenditore Libero Grassi, colpito per il suo rifiuto di piegarsi al pizzo. Un omicidio che ha scosso profondamente i suoi familiari, la società civile siciliana e nazionale, rappresentando al tempo stesso un messaggio intimidatorio rivolto a tutti coloro che, come lui, scelgono la strada della legalità”. A sottolinearlo è Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia.

“Da allora, però – ricorda Colosimo – proprio in nome di Libero Grassi, si è sviluppata e rafforzata l’esperienza delle associazioni antiracket, a partire da quella dell’Acio di Capo d’Orlando, fondata l’anno precedente. Un movimento che ha contribuito a costruire una nuova consapevolezza: le istituzioni hanno iniziato a riconoscere la portata del fenomeno estorsivo, dando vita – su proposta di Giovanni Falcone – a una normativa specifica, e forze dell’ordine e magistratura si sono poste al fianco delle vittime”.