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San Cataldo, tenta di portare droga in carcere al marito detenuto: arrestata

L’incauto tentativo non è sfuggito agli attenti controlli della Polizia Penitenziaria, che ha arrestato la donna e sequestrato lo stupefacente

Ha portato con sé, debitamente occultata, della droga in carcere nel tentativo di consegnarla al marito detenuto nel carcere di San Cataldo. L’incauto tentativo non è sfuggito agli attenti controlli della Polizia Penitenziaria, che ha arrestato la donna e sequestrato lo stupefacente. È accaduto questa mattina nel carcere di San Cataldo e darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

Calogero Navarra, segretario nazionale per la Sicilia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, commenta: “Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di S. Cataldo, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere.  Verso le ore 11.45 personale di Polizia Penitenziaria (gruppo colloqui), dopo un’accurata azione di controllo, rinveniva sulla persona di una donna italiana  una modesta quantità di sostanza stupefacente. La stessa era debitamente celata all’Interno di una borsa e destinata al compagno detenuto della donna. La donna in questione è stata tratta in arresto dal personale di Polizia Penitenziaria ed a disposizione dell’autorità giudiziaria”.

“Ogni giorno – prosegue – la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti. L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il Sert per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.

Anche il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe Donato Capece esprime apprezzamento per la professionalità dimostrata dai poliziotti penitenziari del carcere di S.Cataldo e afferma: “Il Sappe esprime il proprio compiacimento  per la brillante azione della Polizia Penitenziaria di S.Cataldo che ancora una volta dimostra di essere garante della legalità all’interno dell’Istituto di pena, nonostante le precarie e critiche condizioni operative”.

Capece ricorda anche che nella Relazione annuale 2020 della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa), che traccia l’andamento del narcotraffico in Italia e, di conseguenza, descrive il consumo di sostanze illecite da parte degli italiani, è emerso che “continua, per il terzo anno consecutivo, il trend crescente delle morti per overdose che, con un ulteriore incremento pari a 37 unità raggiunge quota 373, con un aumento dell’11,01% rispetto all’anno 2018. In oltre la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei (169 casi all’eroina, 16 al metadone, 1 al fentanil, e 1 alla morfina). Dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti fatali per abuso di droga, sono complessivamente 25.780 i morti causati dal consumo di stupefacenti. L’andamento in atto è un fenomeno estremamente preoccupante, sul quale gli analisti e gli esperti delle diverse discipline dovranno continuare ad interrogarsi per individuare le cause e porre un argine non solo sul piano della repressione del traffico e dello spaccio”.

Il leader del Sappe conclude ricordando che “la Polizia Penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Il numero elevato di tossicodipendenti richiama l’interesse degli spacciatori che tentano di trasformare la detenzione in business”.

 


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