“Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a quando il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali espressione della Nuova Democrazia Cristiana possano continuare a svolgere il proprio incarico all’interno della Giunta regionale”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che assumendo la delega ad interim dell’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, ha nominato alla carica di capo di gabinetto Patrizia Valenti, fino a oggi capo di gabinetto vicario della Presidenza. Valenti, nei ranghi dell’amministrazione regionale dal 1992, ha svolto numerosi incarichi da dirigente generale.
“La nostra – prosegue il presidente – vuole essere una decisione improntata al senso di responsabilità, alla tutela della credibilità dell’istituzione e al rispetto dei siciliani, che confidano in un’amministrazione trasparente e coerente con i valori di correttezza e rigore che devono sempre ispirare l’azione pubblica. Questi valori costituiscono il cardine etico e politico su cui si regge il fondamento della mia azione politica per rappresentare l’interesse collettivo con autorevolezza e trasparenza. Non si tratta di una decisione di parte, né di un giudizio sulle persone, alle quali va il mio personale ringraziamento per l’impegno, la dedizione e il contributo offerto finora, ma di un atto di responsabilità politica e morale. In momenti come questo, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini deve saper anteporre il bene collettivo e la credibilità delle istituzioni a ogni altra considerazione”.
Le funzioni degli assessorati della Famiglia e della Funzione pubblica sono state assunte ad interim direttamente dal presidente Schifani.
“Ringrazio i parlamentari della Nuova Democrazia Cristiana per la loro consolidata lealtà politica e parlamentare – conclude – ed auspico che essi continuino a sostenere i provvedimenti dell’esecutivo regionale, nell’interesse superiore della Sicilia e dei cittadini che rappresentiamo, nella convinzione che la responsabilità e la coesione istituzionale debbano prevalere su ogni altra considerazione. Solo così sarà possibile proseguire nel lavoro di governo con la necessaria serenità, chiarezza e coerenza rispetto ai valori di legalità e buon governo che tutti siamo chiamati a difendere”.
La DC all’ARS esprime rammarico per la revoca delle deleghe assessoriali ad Albano e Messina, ma conferma la lealtà e l’impegno per la Sicilia.
Il Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana all’Ars – composto dai deputati Abbate, Albano, Auteri, Giuffrida, Marchetta e Messina – ha appreso con rammarico la notizia della revoca delle deleghe assessoriali ai colleghi Nuccia Albano e Andrea Messina. Il Gruppo desidera sottolineare come i due assessori, espressione diretta della Democrazia Cristiana, “abbiano sempre fornito tangibile dimostrazione di efficienza, di trasparenza amministrativa e di onestà nello svolgimento della loro attività amministrativa e non abbiano mai fatto mancare il loro sostegno all’attività del Governo e del presidente della Regione, Renato Schifani”.
Il Gruppo parlamentare della democrazia cristiana rivendica che sin dal primo giorno del mandato, l’atteggiamento nei confronti del presidente della Regione “è sempre stato improntato a grande lealtà e vicinanza, dimostrata giornalmente attraverso la presenza costante e leale in aula e in Giunta su ogni provvedimento. Il Gruppo è stato, in questo, sempre il primo rispetto a tutti gli altri schieramenti. Pur comprendendo le difficoltà politiche del presidente della Regione nella delicatezza del momento attuale, il rammarico aumenta nel constatare che la linea di trattamento riservata al Gruppo della democrazia cristiana non sia pienamente coerente poiché si ritiene questo trattamento inedito rispetto a situazioni politiche pregresse. Una decisione che, alla luce di quanto dimostrato fino ad oggi, si ritiene di non meritare”.
Nonostante il profondo dispiacere per la decisione subita, il Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana intende ribadire la propria posizione: “siamo ancora disponibili a portare avanti l’atto di fiducia che abbiamo sottoscritto all’inizio del mandato. Abbiamo condiviso il programma e le aspirazioni del Governo nel 2022 e continueremo a non venire meno al nostro impegno, lavorando per il bene della nostra Sicilia e portando avanti le istanze proposte dal Governo, sempre e solo nell’interesse superiore della comunità siciliana”.
“Cosa sta succedendo in Sicilia? Nulla di nuovo, perché quando si crea il contesto per far uscire al naturale le persone, quelle escono al naturale. La situazione, ovviamente, si evolverà sempre di più in negativo e la Sicilia diventa il laboratorio anche di quelle che sono dinamiche ed equilibri nazionali. Mercoledì nel corso della conferenza stampa convocata al Parlamento siciliano, nella sala stampa, vi dirò cosa succederà. Una cosa deve essere comunque chiara: la Sicilia non si può permettere di fermarsi. Non è pensabile una paralisi che duri fino alla scadenza naturale della legislatura”. Lo afferma Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama Nord all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Esclusione Dc, atto dovuto ma non sufficiente, Schifani venga in Aula a riferire e poi si dimetta”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca. “Non so – dice Antonio De Luca – cosa di diverso Schifani si attendesse da un partito guidato da un uomo la cui storia parla in maniera fin troppo eloquente e con il quale il governo non andava nemmeno fatto. Metterlo fuori dalla giunta è pertanto il minimo che il Presidente potesse fare. Ora venga in Aula a riferire e un minuto dopo si dimetta. Eviti ai siciliani il penoso tentativo di rimettere assieme i cocci di una maggioranza in frantumi. La sua corsa è ampiamente terminata, ne prenda atto e liberi la Sicilia”.
“Non ho mai preso in esame l’ipotesi di azzeramento, sarebbe stato penalizzare chi stava lavorando bene. Io sono per la continuità all’azione di questo esecutivo che sta operando con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”. Nè “ho mai preso in considerazione l’idea di abbandonare perché sono un uomo che si è assunto le proprie responsabilità quando ha avuto dei ruoli”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che ieri ha estromesso i due assessori della Dc dalla Giunta dopo l’inchiesta su appalti pilotati con al centro Totò Cuffaro. Il governatore, in una intervista a La Sicilia, spiega anche che non intende seguire neppure il ‘modello Occhiuto’ delle dimissioni lampo e della ricandidatura: “Lo escludo. Non vedo i motivi per cui dovrei portare i siciliani al voto, causando un’incomprensibile assenza di guida della Regione siciliana esclusivamente per un fatto personale. Io sono una persona responsabile, fin quando ho una maggioranza vado avanti: se dovessi perderla, ne prenderei atto”.
“I dati di Bankitalia confermano quanto già evidenziato da diversi istituti di ricerca: la Sicilia cresce oggi più della media nazionale, guidando la ripresa economica del Paese. Nel primo semestre del 2025 il Pil regionale è aumentato dell’1,1%, un risultato che, pur in un contesto di rallentamento generale, testimonia la solidità del nostro tessuto produttivo e la capacità delle imprese di innovare e investire. È un risultato frutto dello sforzo del mio governo, in continuità con il lavoro avviato dall’esecutivo precedente nel difficile periodo post-Covid”. Lo afferma il presidente della Regione, Renato Schifani, commentando il report di Bankitalia relativo al primo semestre del 2025. “Anche Istat, Unioncamere, Svimez e The European House-Ambrosetti – prosegue – delineano un’Isola che ha invertito la rotta, diventando la locomotiva del Mezzogiorno. L’aumento dell’occupazione, la crescita dei redditi e dei consumi, la solidità del credito e il rilancio di edilizia e servizi sono segnali concreti di fiducia e prospettiva. Il mio governo continuerà a sostenere questa traiettoria con politiche per la competitività, l’attrazione di investimenti e la valorizzazione delle eccellenze siciliane, per una crescita stabile e duratura”.
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