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Scomparsa Arturo Di Modica: il cordoglio e il ricordo

Messaggi di cordoglio e ricordi di passati incontri, per la morte del maestro Arturo Di Modica

Quando stamane ho saputo della sua scomparsa, mi sono commosso ricordando un episodio di oltre un anno fa, poco prima che scoppiasse la pandemia. Mi trovavo a New York, per una visita istituzionale, e il maestro Di Modica, avendo saputo della mia presenza, volle a tutti i costi incontrarmi. Ci teneva a conoscere personalmente il presidente della sua Regione, alla quale continuava a essere legato da un filo indissolubile, nonostante vivesse, ormai da tempo, in America. Siciliano di fama internazionale, aveva mantenuto la sua umiltà e dovunque era stimato e ben voluto. Alla famiglia va il cordoglio mio e dell’intero governo”.

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ricordando lo scultore di Vittoria, Arturo Di Modica, autore dello storico toro di Wall Street, scomparso la notte scorsa.

“Tutto il mondo riconosce questa famosa opera, in pochi sanno che l’artista è un italiano, un siciliano”. Lo scrive su Facebook il viceministro alle Infrastrutture Giancalo Cancelleri, che ricostruisce la storia del Toro dello scultore Arturo Di Modica. “Nel 1989 – scrive – la scultura del Toro venne posizionata proprio di fronte al palazzo della Borsa. La mattina seguente lo stupore dei broker e dei residenti fu davvero notevole! Alcuni pensarono fosse uno scherzo, altri, invece, pensarono che si trattasse di un’opera commissionata dalle istituzioni. Nessuno aveva ragione…”. “In realtà – prosegue – la scultura del Toro, con un peso di 3,2 tonnellate e con le sue dimensioni considerevoli (4 metri di altezza e 5 metri di lunghezza), era stata collocata di libera iniziativa da un artista, che privo di autorizzazioni decise di posizionare la statua nel cuore di Wall Street, approfittando del momento in cui la pattuglia di guardia fosse distante. La scelta del Charging Bull, che letteralmente significa toro all’attacco, non fu affatto casuale. Nel mercato delle azioni, il toro simboleggia la fase di rialzo dei mercati, a differenza dell’orso che rappresenta la fase di ribasso. Dunque, il toro immortalato in una posizione di attacco voleva simboleggiare l’ascesa dei mercati e, ciò, aveva le sue ragioni più profonde. Dopo il crollo della borsa del 1987, infatti, l’artista aveva intenzione di inviare un messaggio di speranza e forza a tutti coloro che erano stati interessati dal disastro finanziario. Questo episodio colpì profondamente l’opinione pubblica e la fama dell’artista crebbe a dismisura. Quest’opera d’arte ispirava fiducia e speranza nel futuro dell’economia. Per tutte queste ragioni, quando i dirigenti della Borsa ordinarono di rimuovere la scultura, le reazioni di dissenso delle persone non tardarono ad arrivare. Ormai, il Charging Bull era entrato nel cuore degli americani… Si decise, perciò, di spostare l’opera nei pressi del parco di Bowling Green, il più antico parco di New York, a pochi passi da Wall Street e all’inizio di Broadway Street”. “Purtroppo oggi Arturo Di Modica ci ha lasciati e la notizia mi ha rattristato molto. Ho avuto l’onore di conoscerlo e conserverò tra i più bei ricordi il pomeriggio trascorso nella sua casa a Vittoria tra sogni, sculture, idee e tanta saggezza”.

“Oggi per la Sicilia e per il mondo intero è un triste giorno“. A sottolinearlo è l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà, ricordando lo scultore Arturo Di Modica, autore del Toro di Wall Street e di “Bund Bull”, “raffigurante un animale più giovane e rappresentante la rampante società cinese, installata, nel 2010, a Shangai”. “L’opera a cui teneva di più – assicura Samonà – sarebbe stata la sua ultima, “I Cavalli dell’Ippari”, pensata per la sua città, un progetto che avrebbe visto un arco, formato da due cavalli rampanti, sempre in bronzo, posti l’uno di fronte all’altro e da piazzare nell’omonima valle nei pressi di Vittoria”. “Emblema della genialità siciliana – afferma Samonà -. Di Modica fu un’anima navigante che lo portò, prima, ad aprire uno studio a Firenze, poi, dal 1973, nella grande Mela, per ritornare, infine, alle sue salde radici. Artista visionario, grazie alle sue opere, continuerà a vivere e, da Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, mi impegnerò a custodirne e alimentarne il ricordo perché, se come ha scritto Pablo Picasso: “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”, il Maestro Arturo Di Modica col suo lavoro ha cercato, riuscendoci, di liberare la società dal mulinare fastidioso nell’aria del polverio che, troppo spesso, appanna la giusta visione delle cose”.


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