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Caltanissetta, scoperti 13 evasori fiscali. Recuperati redditi per 6 milioni di euro e imposte per oltre 1,5 milioni

Emblematico è il caso del titolare di un'impresa edile che ha omesso ogni obbligo tributario per coprire ingenti debiti accumulati con il gioco d'azzardo

Nei primi due mesi dell’anno, i finanzieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno intensificato i controlli contro il sommerso d’azienda. Le attività svolte hanno permesso di individuare 11 evasori totali (completamente sconosciuti al Fisco) e 2 paratotali, ricostruendo ricavi sottratti a tassazione per oltre 6 milioni di euro.

Tra le situazioni maggiormente rilevanti, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caltanissetta ha individuato 5 persone attive nei settori delle costruzioni e dell’autotrasporto.

Le complesse attività ispettive eseguite dai militari hanno consentito di rilevare elementi di reddito sottratti al fisco per circa 5 milioni di euro oltre a 700mila euro di IVA e 300mila euro di ritenute non versate.

Emblematico è il caso del titolare di un’impresa edile che ha omesso ogni obbligo tributario per coprire ingenti debiti accumulati con il gioco d’azzardo.

I finanzieri del Gruppo Caltanissetta, nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo commerciale e di controllo economico del territorio, hanno individuato tre officine meccaniche operanti in totale assenza di autorizzazioni. Le attività, completamente sconosciute al Fisco, risultavano prive di Partita IVA e delle licenze obbligatorie per l’esercizio della professione.

Durante gli interventi, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro dei macchinari e delle attrezzature presenti nei locali. L’operazione ha permesso di constatare ricavi non dichiarati e l’evasione dell’IVA.

Nell’area di Gela, il Gruppo delle Fiamme Gialle ha individuato altri 3 evasori totali e 2 paratotali, ricostruendo la base imponibile sottratta a tassazione per 1,2 milioni di euro oltre a 300mila euro di Ires e 270mila euro di ritenute non versate.

Tra i responsabili figurano professionisti e imprese che occultavano i ricavi tramite raffinati sistemi di doppia contabilità “in nero”, al fine di abbattere i ricavi effettivamente ottenuti, in violazione alle norme tributarie. Le evidenze emerse in fase di verifica hanno fatto sì che uno dei contribuenti, vistosi scoperto, abbia già formalizzato la propria adesione al verbale redatto dai militari garantendo l’incasso delle imposte evase all’Erario, confermando la correttezza dei rilievi constatati in fase di controllo.

Operare nell’ombra non significa solo evadere le tasse, ma ignorare le tutele previdenziali e le norme sulla sicurezza, creando una ricchezza illegittima a danno della collettività.

L’intervento delle Fiamme Gialle non si limita alla sanzione, ma punta a ripristinare l’equità: ricostruendo la reale capacità economica dei soggetti coinvolti a tutela di tutta la collettività in modo da garantire che le risorse recuperate tornino a finanziare sanità, scuola e sostegno alle fasce deboli e sostenere le imprese sane.

Per la Guardia di Finanza, contrastare l’evasione non è solo un compito istituzionale, ma un impegno quotidiano per costruire una base solida per lo sviluppo di tutti, eliminando la concorrenza sleale di chi non paga le tasse.


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