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Selima Giorgia Giuliano è la nuova Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo

Succede nel ruolo di Soprintendente a Lina Bellanca, andata in pensione lo scorso 31 dicembre

Selima Giorgia Giuliano è la nuova Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo. La designazione è arrivata con designazione dal dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro, cui compete la nomina.

Selima Giuliano ha 48 anni, ed è – spiega una nota –  la più giovane tra i dirigenti della Regione Siciliana. Succede nel ruolo di Soprintendente a Lina Bellanca, andata in pensione lo scorso 31 dicembre.

Attualmente a capo del Centro Regionale del Catalogo e della Documentazione, che dirige sin dalla fine degli anni Giuliano annovera tra gli incarichi ricoperti quello di responsabile della Sezione per la tutela e la valorizzazione dei beni demo-etno-antropologici della Soprintendenza di Ragusa e successivamente, fino al 2016, di responsabile delle strutture produttive e di archeologia industriale della Soprintendenza di Palermo. La nota sottolinea il suo  impegno per la “dichiarazione di interesse culturale” del Casolare dove è stato ucciso Peppino Impastato, della Casa Memoria Pino Puglisi e dell’Albero Falcone, luoghi simbolo di valori fondamentali per l’intera comunità; il procedimento per la dichiarazione di interesse culturale del brand ‘Targa Florio, e, sul fronte della Catalogazione, il progetto a carattere regionale “I Luoghi della Cultura”, che “per la prima volta prevede l’utilizzo del sistema catalografico nazionale, consentendo la massima visibilità e conoscenza del patrimonio culturale siciliano”. Giuliano ha seguito, inoltre, i lavori di restauro del Villino Favaloro, individuato quale sede del Museo regionale della fotografia e ha contirbuito alla realizzazione, nei locali di un bene confiscato alla mafia, dell’Info-Point dei Beni Culturali Siciliani, inaugurato nei giorni scorsi a Palermo dall’assessore Alberto Samonà, quale “prestigioso punto di comunicazione aperto al pubblico per valorizzare la ricchezza del patrimonio culturale siciliano”.


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