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Sicilia devastata dal fuoco: focolai ancora attivi a Catania, Messina, Palermo e Siracusa. Musumeci: “I piromani meriterebbero il carcere a vita”

Le condizioni meteo intanto restano critiche. La Protezione civile regionale, infatti, ha diramato un avviso di allerta rossa per rischio incendi e ondata di calore di livello 3 (massimo) per le giornate di oggi e domani

Immagine di repertorio

Sono proseguiti gli incendi nella notte in provincia di Palermo. E da questa mattina sono tornati in azione i Canadair a Polizzi Generosa, in contrada Venere, in provincia di Palermo. Operativi i Vigili del fuoco e personale della Forestale, da terra, per contenere le fiamme e salvaguardare abitazioni e persone. Sul posto anche la Protezione civile. In diverse zone del capoluogo siciliano, oltre al forte odore di bruciato, una fitta quantità di cenere trasportata dal vento. Canadair in azione nella zona di San Giuseppe Jato dove le fiamme, alimentate dalle alte temperature e dallo scirocco, si espandono a macchia di leopardo da oltre 48 ore.

Sui roghi, che potrebbero avere origine dolosa, indagano i carabinieri coordinati dalle Procure di Palermo e di Termini Imerese. Le condizioni meteo intanto restano critiche. La Protezione civile regionale, infatti, ha diramato un avviso di allerta rossa per rischio incendi e ondata di calore di livello 3 (massimo) per le giornate di oggi e domani, con temperature percepite fino a 39 gradi. In base al bollettino straordinario emesso oggi, l’allerta per rischio incendi proseguirà fino al 6 agosto.

Ancora fiamme ad arroventare l’ultimo fine settimana di luglio anche a Messina e provincia anche se il fronte degli incendi arretra leggermente. In città, in mattinata, sono stati definitivamente spenti gli incendi che erano scoppiati nelle campagne dei quartieri di Catarratti, Bisconte, Camaro superiore, Bordonaro e San Giovannello e che avevano lasciato con il fiato sospeso numerosi abitanti delle palazzine vicine.

Più complessa la situazione nella provincia, dove sono ancora in atto alcuni roghi nella zona di  Gallodoro, sopra Letojanni e nelle campagne del Comune di Mandanici dove gli incendi di sterpaglie hanno fatto numerosi danni intaccando diversi ettari di terreno. In nottata si pensava che l’incendio fosse quasi spento ma poi ha ripreso vigore e stamattina il fronte del fuoco ha continuato ad ardere.

Gran lavoro per vigili del fuoco e uomini del corpo forestale che sono impegnati su più fronti. Le fiamme avevano colpito circa 200 ettari di terreno che si interfaccia nei comuni di Letojanni, Gallodoro, Santa Domenica di Vittoria. Nel versante di Santa Domenica di Vittoria l’incendio aveva interessato una zona appartenente all’oasi del fiume Alcantara. Per spegnere questi roghi era stato necessario anche l’intervento di alcuni canadair che hanno fatto diversi lanci di acqua.

Questa mattina i vigili del fuoco sono stati impegnati anche per un incendio scoppiato in una cantina di una palazzina di Alì Terme, nella fascia jonica della provincia di Messina. Il fumo ha creato panico tra le famiglie che risiedono nella palazzina  che è stata fatta evacuare per  precauzione in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, la situazione è poi tornata alla normalità. Non si registrano feriti.

E sempre ad Alì Terme, a causa di un incendio a bordo strada, è temporaneamente chiusa al traffico, in entrambe le direzioni, la strada statale 114 “Orientale Sicula. Il traffico, al momento, viene deviato sulla viabilità locale con segnalazioni sul posto.

Sul posto sono presenti Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine oltre alle squadre di Anas per la gestione della viabilità, per consentire la riapertura in sicurezza nel più breve tempo possibile.

Anche nel Catanese, il giorno dopo gli incendi che hanno messo in ginocchio il territorio, i vigili del fuoco sono impegnati ancora nell’opera di spegnimento di diversi focolai. Sono presenti, questi ultimi, nella zona ionica e dell’entroterra, e nella Piana di Catania. Non risultano, per il momento, persone coinvolte.

Gli incendi hanno devastato anche una vasta area del territorio siracusano. Le squadre dei Vigili del Fuoco, nel corso della notte, sono dovuti intervenire sia nelle zone montane sia nelle località balneari, messe sotto assedio da numerosi roghi di matrice dolosa. Le fiamme si sono originate in prossimità dei monti Climiti, ed ancora a Noto, Francofonte, Buccheri, Augusta ed Agnone bagni. Alcune famiglie, per motivi di sicurezza, sono state fatte evacuare dalle loro case ma, secondo il comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa l’emergenza non è ancora finita. “Il livello di attenzione caratterizzato da elevata pericolosità per il rischio incendi – spiegano dal comando dei vigili del fuoco di Siracusa – perdurerà anche nei prossimi giorni”.

“Come purtroppo temevamo, a causa delle altissime temperature che già da ieri stiamo registrando in Sicilia, l’Isola è aggredita da incendi di vasta estensione, alcuni dei quali veramente gravi per la devastazione che ne consegue. Una situazione resa ancor più tragica dalla rinnovata azione dei piromani che, come accertato dalle indagini degli inquirenti, appiccano scientificamente il fuoco in più punti causando danni irreversibili al patrimonio boschivo e mettendo a rischio persino l’incolumità delle persone. Si tratta di criminali che, lo ribadiamo, meriterebbero il carcere a vita per azioni scellerate che cancellano identità e storia del nostro territorio, come è accaduto ieri a Portella della Ginestra e Piana degli Albanesi. Sono vicino alle tantissime persone che, ancora oggi, sono state costrette ad abbandonare le loro case perché minacciate dal fuoco. E faccio appello a tutti, anche e soprattutto alla luce dell’avviso straordinario diramato oggi dalla Protezione Civile regionale, perché si applichino tutte le necessarie misure di prevenzione previste dalla “allerta rossa” e per limitare – ma preferirei dire per evitare – ulteriori incendi e problemi legati alla eccezionale ondata di calore che riguarderà la Sicilia fino al 6 agosto”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha poi chiesto al capo del governo nazionale, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. La richiesta si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola. L’eventuale riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.
Nella mattinata il presidente Musumeci è stato in contatto con il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, per sollecitare l’adozione del provvedimento.
Poco prima, assieme al capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina e al responsabile provinciale Giovanni Spampinato, il governatore ha fatto un sopralluogo nell’area della Plaia in cui ieri pomeriggio, come è noto, le fiamme partite da terreni incolti hanno distrutto alcuni stabilimenti balneari. 


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