fbpx

Sono 901 i nuovi positivi al Covid 19 in Sicilia: oltre i due terzi tra Palermo, Ragusa e Catania

In tendenza

Sistema Montante, l’imputato: “Rifarei tutto, cercate istituzioni”

Oggi Montante ha parlato per il secondo giorno consecutivo davanti la corte d'appello di Caltanissetta

“Rifarei tutto quello che ho fatto”. Lo ha detto Antonello Montante all’uscita dall’aula bunker del carcere di Caltanissetta dove si è svolta questa mattina un’udienza, a porte chiuse, del processo sul cosiddetto “Sistema Montante”. A Montante i giornalisti hanno chiesto di tracciare un bilancio su questi due giorni, e in maniera molto adirata, ha detto che è stato “un fallimento totale. Non è una battuta, è un termine che si usa nelle società. Bisognerebbe cercarle le istituzioni che hanno fatto questo percorso con me”. Oggi Montante ha parlato per il secondo giorno consecutivo davanti la corte d’appello di Caltanissetta. Il processo riprenderà il 18 giugno e proseguirà ancora con l’esame dell’ex paladino dell’antimafia, condannato in primo grado a 14 anni per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico.

“I traditori li avete visti transitare in quest’aula e non è difficile capire chi fossero. Personaggi come Cicero, con il quale stava lottando alla mafia e poi, per ragioni che stiamo cercando di capire, ha preso un’altra strada”. Lo ha affermato l’avvocato Carlo Taormina, legale di Montante, parlando con i cronisti, al margine del processo in corso nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta nei confronti dell’ex leader di Confindustria Sicilia e di altri quattro imputati. “Certamente – ha detto Taormina – non basterà un’altra udienza per sentire Montante e probabilmente ci sarà un confronto con Cicero”. Poi ha aggiunto: “La verità è che in Sicilia avete avuto una grande occasione di liberarvi dalla mafia, ma non ne siete stati capaci e avete preferito trovare il primato dell’essere mafiosi”.

Taormina si è poi soffermato sui rapporti tra Montante e i magistrati. “Montante poteva contare sul loro sostegno. Erano intese forti e costanti nella scelta delle iniziative da assumere. Era un appoggio che veniva manifestato in maniera sistematica e continuativa. I magistrati sono state persone particolarmente vicine nelle iniziative che andava assumendo. Ha parlato di Scarpinato, Sava, Lari, Gozzo. Vi erano rapporti istituzionali”. Taormina ha anche aggiunto che l’allora presidente della Regione, Raffaele Lombardo, propose a Montante di ricoprire l’incarico di assessore e al suo rifiuto si rivolse alla Marcegaglia la quale gli rispose che Montante era troppo utile a Confindustria. “I rapporti con la politica – ha concluso Taormina – sono stati moltissimi e tutti di natura istituzionale”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo