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Turismo, monito di Minardo (Lega): si vada avanti con il progetto delle isole Covid free

Anche il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni chiede una campagna vaccinale di massa: "Eolie stremate e a rischio"

Il segretario regionale della Lega, Nino Minardo punta il dito contro il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, chiedendo che sulle isole covid free si possa andare avanti. “Nessuno sentiva la mancanza dell’uscita infelice del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini – dice Minardo -. Il suo appello al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, affinchè quest’ultimo rigetti immediatamente la proposta di “isole covid free” è davvero, come si suol dire “fuori dal mondo”.

Il numero uno della Lega in Sicilia ribadisce come altre nazioni siano già avanti rispetto alla nostra (Spagna e Grecia su tutte), con l’idea di aiutare piccole porzioni isolate a rimettersi subito in moto con la ricezione turistica con date e tempo certo all’insegna del pragmatismo, “del buon senso e della semplicità e, infine, da più parti e ad ogni livello questa idea ottiene pareri favorevoli. La Lega Sicilia, tra l’altro – prosegue – rivendica di essere stata la prima forza politica a proporla, abbinandola al cosiddetto “green pass” o passaporto sanitario che speriamo si concretizzi al più presto. Consiglio con garbo e senza polemica al presidente Bonaccini di occuparsi di materie a lui più congeniali quali le iniziative estive per la riviera romagnola o i problemi interni al Partito democratico.

A fare il paio con la richiesta delle isole covid free ci pensa anche il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni. “La richiesta di una vaccinazione diffusa ha una valenza innanzitutto sanitaria, consente di mettere i miei concittadini nelle condizioni di parità, in caso grave pericolo per la loro salute, con tutti gli altri cittadini che vivono in qualsiasi posto di Italia, non è una richiesta di un favoritismo economico“. Mette al primo punto la questione sanitaria, , sindaco di Lipari, in una intervista all’Agi, dichiarandosi deluso dopo che è stato specificato che non ci saranno eccezioni nella campagna vaccinale per le isole minori per renderle .

In questi giorni il Comune ha avviato delle pre-adesioni al vaccino per fornire all’Asp di Messina dati precisi sulla distribuzione della popolazione di un territorio particolare – è l’unico Comune con sei isole – per una campagna mirata isola per isola, il sindaco sottolinea che è solo un supporto perché “la campagna vaccinale è dell’Asp”. Ieri nelle prime due ore di apertura sono state raccolte 500 adesioni. A preoccuparlo la mancanza di ospedali Covid nelle , ma anche la nuova stagione turistica: “La vaccinazione ci metterebbe alla pari con i nostri competitori“. Così ha deciso di scrivere alle autorità competenti per far sentire la voce degli abitanti delle Isole Eolie.

La mia posizione – prosegue Giorgianni – è innanzitutto legata a una questione di sicurezza per la salute pubblica, nel territorio del Comune ci sono sei isole dove non ci sono ospedali, se i miei cittadini sono positivi e sintomatici non possono salire su un ambulanza e andare al primo ospedale né tantomeno possiamo pensare che tutto si affronti con un elicottero, perché se il positivo è uno il trasporto può avvenire, ma se i positivi sono 10 come li trasferiamo nell’ospedale Covid più vicino? Li portiamo con la nave che c’è un giorno sì e uno no, sperando che le condizioni meteo non impediscano l’ormeggio? O mettendo su quella nave 10 ambulanze per trasferire 10 persone?“.

Sottolinea il sindaco Giorgianni che l’unico ospedale dell’arcipelago eoliano è a Lipari, ma non è un ospedale Covid, quindi in caso di positivi e sintomatici bisogna trasferirli a Barcellona o a Messina. Inoltre, se l’elicottero si usa per i malati di Covid rischia di non essere disponibile per le altre emergenze. “Complessivamente siamo 13 mila abitanti – dice ancora il primo cittadino – di questi la vaccinazione ha coinvolto, almeno per la prima dose, almeno 2 mila persone a dimostrazione del fatto che non abbiamo messo in discussione che prima ci sono delle priorità, gli ultraottantenni, i settantenni e altro; la nostra proposta non limita un percorso di priorità delle categorie deboli che noi condividiamo al 100 per cento, la gente si vuole vaccinare perché qui, più che in altri posti, ha la percezione che se sta male non ha dove andare per farsi curare“.


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