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Una cartella esattoriale da “Ritorno al futuro”: gli ultimi 5 anni chiesti a un bimbo nato nel 2018

L’atto è stato annullato dagli uffici comunali, ma queste vicende sono sintomatiche del fatto che qualcosa certamente non va nelle cartelle Tari

Per raccontare questa storia abbiamo bisogno di salire a bordo di una DeLorean del 1985, servono Marty McFly e Doc Brown. E a 88 miglia orarie scaraventarci nel passato. Sì, perché pensavamo di averne sentite di tutti i colori riguardo alle cartelle della Tassa sui rifiuti: abbiamo scritto di quelle pazze, di quelle esagerate, quelle shock da mezzo milione di euro, quelle strampalate con tariffe inesistenti e anche quelle inviate ai defunti. Ma non avevamo mai sentito parlare di cartelle “spaziotemporali” inviate a individui non ancora nati.

Ecco, questa è la storia di Nicolò (utilizzeremo nomi di fantasia), nato a ottobre del 2018 e che – stando alla cartella Tari notificata dal comune di Pachino, nel Siracusano, pochi giorni fa – deve pagare arretrati dal 2015 e sino al 2019 per 11 mila euro. Potrebbe suscitare ilarità, quanto scritto, ma corrisponde a verità. E per rendere il racconto più incisivo, vogliamo anche rivelare i dettagli della notifica.

Alla mia porta ha suonato il messo notificatore – ha raccontato Corrado, padre di Nicolò – chiedendo chi fosse il signor Nicolò. Io, un po’ preoccupato, ho indicato il passeggino del mio piccolo e sono quasi stato rimproverato dal messo.Non mi prenda in giro – mi ha detto – queste sono cose serie”. Quando gli ho dimostrato che Nicolò era veramente il mio figlio minore di pochi anni, mi ha notificato l’atto in quanto genitore ed è andato via preoccupato”.

La sorpresa per Corrado era nascosta dentro la busta, perché quando l’ha aperta pensava si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto: al figlio (di 2 anni e poco più) viene chiesto il pagamento della tassa dei rifiuti dal 2015 e sino al 2019 per un totale di 11 mila euro.

In pratica, Nicolò dovrà salire sulla DeLorean (certo, bisognerà capire come giustificare la questione patente di guida) e fare un salto nel 2015 e poi nel 2016 e proseguire sino al 2018, anno di nascita. E poi tornare “indietro” nel 2021. Insomma, un rompicapo spaziotemporale alla stregua di “Ritorno al futuro”, per citare come nel nostro incipit uno dei più famosi lungometraggi che trattano il tema del viaggio nel tempo.

Non nascondo che ero un po’ preoccupato – ha continuato papà Corrado – perché quando ti arriva una cartella di 11 mila euro fa effetto, anche se ho chiaramente percepito che si trattava di un palese errore”.

Fortunatamente l’atto è stato immediatamente annullato dagli uffici comunali, ma queste vicende – assieme ad altre sorte nelle ultime settimane – sono sintomatiche del fatto che qualcosa certamente non va nelle cartelle Tari, per omessa o infedele denuncia o per omesso pagamento. Da ciò che è emerso negli ultimi giorni, grazie anche a un lavoro di raccolta dati curato dai commercialisti, pare siano state notificate già centinaia di cartelle certamente errate nel calcolo dell’applicazione sia di sanzioni e che di tariffe inesistenti. Ma a questo punto pare che il problema non sia solo quello, perché l’applicazione della Tassa sui rifiuti è stata estesa anche a chi non era ancora nato. E dubitiamo fortemente anche sul fatto che avesse intestate proprietà immobiliari o esercizi commerciali da giustificare l’ammontare della cifra.

Magari, giusto per rimanere in tema, gli 11 mila euro sono calcolati considerando l’elevata quantità di rifiuti consumata per alimentare la DeLorean, la famosa autovettura di “Ritorno al futuro” che al posto del carburante funzionava con la spazzatura.

Sebastiano Diamante


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