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Una talpa dei carabinieri informò Cuffaro delle indagini. Dall’assessorato alla Famiglia: “i bandi prima agli amici”

Cuffaro e la sanità: "Abbiamo Palermo, Enna e Siracusa"

Riecco le “talpe” che informano Salvatore Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo con l’accusa di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione assieme ad altri 17. È quanto hanno scoperto i magistrati che – dal 2023 con il Ros dei carabinieri – stanno indagando sugli appalti in alcune aziende ospedaliere siciliane. Nel corso delle attività di indagine – con intercettazioni – coordinata dai sostituti Andrea Zoppi e Giulia Falchi che hanno sottoscritto la richiesta di misure cautelari degli arresti domiciliari, inviata al gip, si scopre che c’è anche un tenente colonnello dei carabinieri tra gli “informatori” di Cuffaro: Stefano Palminteri, capo sezione Operazioni e informazioni della Legione Carabinieri Sicilia, ora indagato per rivelazione di segreto d’ufficio.

Il militare – secondo i pm – avrebbe allertato Cuffaro e Carmelo Pace, capogruppo Dc all’Ars, “dell’esistenza di indagini che avrebbero potuto riguardarli”. “In un caso l’ex presidente della Regione – sostengono i pm – veniva avvisato da un suo amico, avvocato penalista, che un tenente colonnello dei carabinieri voleva renderlo edotto di argomenti delicati. Durante il confronto con quest’ultimo, Cuffaro veniva notiziato di essere, in qualche modo, ‘controllato'”. Il tramite tra Cuffaro e Palminteri sarebbe stato l’avvocato Claudio Gallina che avrebbe riferito al politico che il militare voleva parlargli. L’incontro – in effetti – avviene il 15 marzo 2024 nell’abitazione palermitana del legale. Successivamente è lo stesso Cuffaro (intercettato) che dice che Palminteri aveva cercato di ‘barattare’ la notizia fornita chiedendogli “di mettere sua moglie in questa cosa del microcredito…”.

Aggiungendo anche che il militare avrebbe invitato a Carmelo Pace, capogruppo della Nuova Dc all’Ars, “a fare attenzione all’uso del telefono e che eventuali problematiche nei suoi confronti sarebbero potute sorgere a causa delle persone di cui si circondava”.

Anche l’assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali nel mirino del “comitato d’affari occulto” guidato da Salvatore Cuffaro e dai suoi sodali. È la tesi della procura di Palermo che indagando sugli appalti di alcune Asp siciliane ha scoperto che le ramificazioni politiche di Cuffaro – indagato per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione con Carmelo Pace, capogruppo della Nuova Dc all’Ars, Saverio Romano, parlamentare di Noi Moderati, imprenditori e diversi funzionari e dirigenti delle Asp – sono presenti anche nell’assessorato di via Trinacria. Per questo Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali, è indagata per violazione di segreto d’ufficio. “Il Dipartimento di cui la Di Liberti è dirigente generale – scrivono i pm che coordinano l’inchiesta – servivano spesso da punto di riferimento per alcuni incontri fra Cuffaro, i suoi sodali e i propri uomini di fiducia. Evidentemente, gli incontri presso i suddetti locali servivano per concordare strategie illecite, quali quella di ottenere in anticipo i bandi del Dipartimento, e in generale dell’amministrazione regionale, di futura pubblicazione per favorire ‘gli amici'”. Il 5 dicembre 2023 è Vito Raso, storico collaboratore dell’ex governatore, che rivolgendosi a Cuffaro dice: “Totò… Letizia aveva in anteprima il bando… questo per gli autistici… tu lo devi dare a qualcuno in particolare?“. E Cuffaro: “I bandi prima di essere pubblicati li deve mandare a tutti i nostri amici…“. A Cuffaro – da Di Liberti tramite Raso – sarebbe stato anticipato anche un altro bando, da 9 milioni di euro per la formazione dei detenuti, poi pubblicato a fine giugno 2024.

“Noi abbiamo Palermo, Enna e Siracusa”. Così Cuffaro, nel febbraio 2024, con un interlocutore della Nuova Dc della provincia di Messina con cui si discuteva del rafforzamento del partito nella provincia peloritana. Il riferimento dell’ex presidente è al peso del partito nelle tre aziende sanitarie provinciali. Alla richiesta di parlare con un soggetto al tempo direttore dell’Asp, Cuffaro precisava che “fosse amico”, ma che comunque non lo aveva nominato lui. Si legge nella richiesta formulata dalla procura di Palermo al gip per gli arresti domiciliari per l’ex governatore e altri 17 indagati accusati di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. In effetti – annotano i magistrati – “dal 1 febbraio 2024, Roberto Colletti, Mario Carmelo Zappia e Alessandro Maria Caltagirone… soggetti da considerare fedelissimi di Cuffaro, venivano nominati commissari straordinari rispettivamente, del “Villa Sofia-Cervello” di Palermo, dell’Asp di Enna e di quella di Siracusa, con il contributo determinante dell’indagato che agiva in tutte le sedi, istituzionali e non, per conseguire questo risultato”.

Tutto inizia ad agosto 2023 dopo la pubblicazione della graduatoria dei 49 soggetti idonei all’incarico di Direttori generali nella sanità pubblica della Regione Sicilia. “L’iperattivismo – sostengono i pm – registrato da Cuffaro, Pace e dalle fila dei soggetti a loro vicini, anche e soprattutto politicamente, si collocava in un contesto di febbrile intermediazione fra la politica e il mondo della dirigenza sanitaria, finalizzata a collocare ai vertici delle asp questo o quel dirigente, ciascuno sponsorizzato da una fazione politica piuttosto che da un’altra. Fidelizzare un dirigente, sponsorizzandone e propiziandone la nomina, come intuibile, voleva dire, a cascata, acquisire credito per incidere sulla nomina dei direttori amministrativo e sanitario e, conseguenzialmente, per ingerirsi nella gestione amministrativa della struttura sanitaria”. 

“Alla fine – diceva ancora Cuffaro in un’altra intercettazione – sarò costretto a rinunciare ad Agrigento se no il Civico non me lo danno, ma vabbeh, troviamo una soluzione. Tu non ne sai niente. Ho detto – se voi fate la cosa sulla Faraoni, io non voglio rotti i cogl… – ho detto – con franchezza, io voglio confermato Colletti – ah, ma se al Civico, no -, gli ho detto… – Marcè, non mi scassare la minchia sul Civico perché se no faccio saltare il banco, per essere chiaro, va. Perché adesso state esagerando“. Nel gennaio 2024 alla Regione siciliana si è in prossimità del termine di scadenza del rinnovo delle nomine di commissario straordinario delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere. E così si esprimeva Salvatore Cuffaro, indagato dalla procura di Palermo per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione, il 22 gennaio 2024, parlando con Roberto Colletti (anche lui indagato), all’epoca al vertice dell’ospedale Civico e poi nominato commissario straordinario, invece, al Villa Sofia-Cervello. C’era fibrillazione tra i due indagati in vista delle nomine e Cuffaro, parlando con Colletti, il 10 gennaio diceva: “Prima vedo Schifani e poi vedo te … vediamo che aria tira”, mentre il 16 gennaio diceva: “Stanno cominciando le danze”. Emblema di questa fibrillazione è la conversazione del 22 gennaio, appunto, quando infine comunicava a Colletti di essere riuscito ad “aprire uno spiraglio importante”, anche a costo di talune rese, ma ribadendo di aver manifestato anche ai suoi interlocutori istituzionali di non volere rinunciare alla nomina di Colletti”.


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