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Agrigento, sentenza depositata con 500 giorni di ritardo: Gip rinviato a giudizio

A disporre l'approfondimento dibattimentale - prima udienza, davanti al tribunale collegiale il 10 maggio - è stato il Gup del tribunale di Caltanissetta, Alessandra Maira

Rinviato a giudizio con l’accusa di avere depositato una sentenza con quasi 500 giorni di ritardo rispetto al termine, inizialmente indicato nel dispositivo, di 75. Il giudice Francesco Provenzano – fino a pochi giorni fa presidente dell’ufficio Gip del tribunale di Agrigento e adesso in servizio nello stesso ruolo, ma senza la direzione per avere raggiunto il tetto degli 8 anni previsto dalla legge Mastella – finisce a processo con l’accusa di omissione di atti di ufficio.

A disporre l’approfondimento dibattimentale – prima udienza, davanti al tribunale collegiale il 10 maggio – è stato il Gup del tribunale di Caltanissetta, Alessandra Maira. La vicenda scaturisce da una denuncia dell’imprenditore siracusano Gaetano Caristia, titolare della Comaer, condannato dallo stesso Provenzano, il 26 luglio del 2018, a otto mesi di arresto nell’ambito di un’inchiesta su un piano di lottizzazione illegale alla Scala dei Turchi.

La denuncia fu presentata, secondo quanto reso noto dallo stesso Caristia, già nel gennaio del 2019. Caristia ha pure fatto causa al giudice chiedendo un risarcimento del danno di 250 mila euro per il ritardo nel deposito delle motivazioni che gli avrebbero impedito di appellare la sentenza. “A distanza di ben 553 giorni – disse Caristia con un intervento pubblico il primo febbraio dell’anno scorso – non mi è consentito esercitare i miei diritti, costituzionalmente garantiti, di difendermi impugnando una sentenza che continuo a ritenere scandalosa“.

Le motivazioni furono poi depositate 8 giorni più tardi e il processo di appello è ormai in dirittura di arrivo.Il termine di deposito delle motivazioni della sentenza scadeva il 9 ottobre 2018. Le denunce presentate da Caristia sono state anche trasmesse alla procura generale presso la Cassazione, al ministro della Giustizia, al Csm ed alla procura generale di Palermo. Provenzano, difeso dall’avvocato Giovanni Di Giovanni, è stato ascoltato in aula e ha fornito delle giustificazioni sui presunti ritardi nel deposito delle motivazioni. Il gup, in ogni caso, accogliendo la richiesta formulata in aula dal pubblico ministero Dario Bonanno, ha disposto l’approfondimento dibattimentale.


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