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Sono 901 i nuovi positivi al Covid 19 in Sicilia: oltre i due terzi tra Palermo, Ragusa e Catania

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Covid, in Sicilia 550 nuovi casi in 24 ore. Preoccupano Gela e Ragusa

L'isola è sempre terza per i nuovi contagi giornalieri in Italia dopo Lazio e Lombardia

Sono 550 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 14.234 tamponi processati nell’isola. L’incidenza si attesta ancora poco sopra il 3.8% in crescita rispetto ai ieri a fronte di un numero minore di tamponi e di un numero di casi sovrapponibile.

L’isola è sempre terza per i nuovi contagi giornalieri in Italia dopo Lazio e Lombardia.
Gli attuali positivi sono 6.191 con un aumento di altri 391 casi. I guariti sono 150 mentre nelle ultime 24 ore si tornano a registrare 9 vittime che portano il totale dei decessi a 6.019.
Sul fronte ospedaliero si registra una risalita dei ricoverati che sono adesso 185, otto in più rispetto a ieri mentre diminuiscono i ricoverati in terapia intensiva che adesso sono 20, uno in meno.

Sul fronte del contagio nelle singole province boom di contagi a Ragusa con 175 casi seguita da Caltanissetta con 103 poi Agrigento con 98 casi. Seguono Palermo 60, Catania 36, Trapani 29, Enna 26, Siracusa 19 (uno dei quali è un migrante) e Messina 4.

Cresce l’allarme a Ragusa per la situazione dei contagi. Se il 16 luglio, i positivi erano 414, (218 il 9 luglio) oggi i numeri sono schizzati ulteriormente e i positivi sono 673. La preoccupazione l’ha manifestata il manager dell’Asp, Angelo Aliquò che stanotte ha pubblicato sui social l’ultimo report delle ore 23: 107 nuovi positivi su 515 tamponi processati, una percentuale del 20,8%.

“Stiamo riorganizzando i drive per i tamponi rapidi ma la prima cosa che serve è la prudenza, l’osservanza delle disposizioni anti assembramento, mascherina e distanziamento e le vaccinazioni”, dice Aliquò.
“Ci sono ancora troppe persone – aggiunge – in target non vaccinate e non va bene. Più il virus circola, più è possibile che intervengano delle mutazioni e si sviluppino delle varianti l’unico modo per fermarlo è vaccinarsi. Solo togliendo terreno al virus, non dandogli la possibilità di attecchire, saremo in grado di fermarlo”. Oggi sono 6 le persone ospiti della rsa covid e 17 le persone ricoverate in ospedale: 3 in terapia intensiva e 14 in Malattie infettive.

In isolamento domiciliare di oggi parametrato ai numeri del 16 luglio: Acate 8 (-1); Chiaramonte 5 (-1); Comiso 84 (+14); Giarratana 3; Ispica 15 (-2); Modica 31 (+10); Monterosso 1 (-); Pozzallo 65 (+44); Ragusa 142 (+37); Santa Croce Camerina 105 (+48); Scicli 16 (+13); Vittoria 175 (+92). I guariti da inizio pandemia sono 12635.

Cresce il numero dei positivi anche nella rossa Gela. Il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp Francesco Iacono, con una nota ufficiale esprime grande preoccupazione per la situazione epidemiologica a Gela, ed ha invitato il sindaco ad “implementare le misure previste”. Insomma i provvedimenti restrittivi già in vigore in città non sono ritenuti sufficienti, perchè i numeri sono veramente preoccupanti. “Il bollettino giornaliero diramato nel tardo pomeriggio di ieri dall’Asp del resto, è eloquente: 78 nuovi contagi nell’arco di 24 ore sono, a dir poco, allarmanti”, afferma il sindaco Lucio Greco.

Aggiunge il primo cittadino di Gela: “Non ho ancora deciso di attuare ulteriori misure restrittive a corredo di quelle già previste dalle norme regionali e nazionali in caso di zona rossa, al momento in programma fino a giorno 23. Ci sono alcune misure al vaglio, ma il mio desiderio sarebbe quello di non applicarle, per non aggravare ulteriormente la situazione di alcune categorie economiche già al collasso. Tuttavia, non posso lasciar cadere nel vuoto l’appello di Iacono, così come non posso ignorare quello che sta accadendo. Per questo, ancora una volta, mentre una serie di provvedimenti sono in fase di studio, chiedo a tutti di recarsi all’hub vaccinale allestito al PalaCossiga e di farsi inoculare il siero. La vaccinazione di massa è l’unica strada attualmente percorribile per uscire da questa emergenza, lo diciamo da mesi e continueremo a farlo. Non scherziamo col fuoco: questo non è un virus stagionale, o non manderebbe la gente in ospedale in piena estate! I dati dell’Asp, invece, indicano che meno della metà della popolazione gelese si è vaccinata fino a questo momento. E’ il momento di farlo, per tutelare la propria salute, la propria vita e quella degli altri”.


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