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Crisi del polo industriale di Siracusa, impresa e sindacati: “serve un tavolo urgente a Roma”

Al governo si chiede la massima attenzione nei confronti dei processi di transizione energetica dei sistemi produttivi industriali "hard to abate", cioè quelli che più difficilmente possono abbattere le emissioni di anidride carbonica

Imprese e sindacati si alleano per affrontare la crisi del Polo Industriale di Siracusa, e chiedono a Roma l’apertura urgente di un tavolo di confronto. L’accordo è stato siglato tra rappresentanti delle imprese e dei sindacati dei lavoratori dopo un incontro al quale erano presenti il Presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, il Presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, i rappresentanti dei sindacati provinciali e regionali di Cgil, Cisl Uil con i loro responsabili del comparto chimico regionale e locale. Al governo si chiede la massima attenzione nei confronti dei processi di transizione energetica dei sistemi produttivi industriali “hard to abate”, cioè quelli che più difficilmente possono abbattere le emissioni di anidride carbonica.

Siamo davanti ad una seria presa di coscienza intervenire per il nostro futuro, salvare un pezzo di Paese che ha bisogno di aiuto per raggiungere l’obiettivo legato alla sfida della transizione energetica” così Alessandro Albanese, Presidente di Confindustria Sicilia.  “In attesa di una politica energetica che affronti concretamente il tema della transizione – ha detto il Presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona – occorre incentivare le imprese e i loro progetti di investimento e ciò verrà chiesto al Governo e al Presidente Draghi. Lo sforzo comune già chiesto alla politica tutta e alla società civile, serve a sostenere una causa giusta che non è di settore né locale ma riguarda il Paese”.

Condividiamo gli obiettivi – hanno detto i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl Uil – e sosteniamo le aziende per le ricadute per i lavoratori e la società tutta. Occorre subito aprire un tavolo di confronto permanente con il governo ove responsabilità e volontà comune consentano di raggiungere l’obiettivo di difendere le nostre aziende per accompagnarle verso la transizione energetica con gli investimenti programmati e salvaguardare i lavoratori e l’intera economia provinciale“.


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