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Fine mandato per il rettore dell’università di Palermo: “crescita e inclusione”

"Sono stati anni sei anni impegnativi e faticosi, ma anche molto belli"

“Sono stati anni sei anni impegnativi e faticosi, ma anche molto belli. Sono arrivato in un momento in cui si parlava di gestione di decrescita e oggi lascio una università in grande salute con numeri di iscritti e corsi di laurea in aumento“. Così il rettore dell’università di Palermo, Fabrizio Micari, nel corso della conferenza stampa allo Steri per tracciare un bilancio di fine mandato e presentare un volume con i numeri sul suo rettorato. Un bilancio “molto positivo”, testimoniato da cifre che fotografano un trend in crescita: 3.538 iscritti complessivi nell’anno accademico 2020/2021, dei quali l’82% studenti in corso (erano il 72% nel 2015/2016); quasi 8 mila laureati nell’anno solare 2020, dei quali il 57% entro la durata legale degli studi (era il 35% nel 2015); 307 borse di dottorato di ricerca per il 37esimo Ciclo (erano 81 nel 2015); 460 contratti per le Scuole di Specializzazione nel 2021 (erano 232 nel 2015). Una gestione efficiente anche sotto il profilo delle risorse.

Nel corso del sessennio, UniPa ha infatti drenato finanziamenti per la ricerca per un totale di 118 milioni di euro, inclusi 48 progetti approvati e finanziati dalla Ue; portato a termine 30.283 prodotti della ricerca; attivato investimenti nell’edilizia universitaria per 81 milioni di euro; chiuso il bilancio consuntivo ogni anno in attivo, con un massimo di 18,8 milioni di euro nel 2020; registrato dal 2017 la crescita del Fondo di Funzionamento Ordinario, passando da 194,2 a 206,3 milioni di euro nel 2020. Anche i primi parziali dati del 2021 riportano una ulteriore crescita di 8 milioni di euro; svolto procedure concorsuali che hanno consentito di effettuare circa 890 assunzioni e promozioni, con la previsione di ulteriori 300 entro la fine del 2021.

Ma è stata anche una gestione all’insegna dell’inclusione come ha sottolineato più volte il rettore: “Nel volume ho lasciato come titolo quello dell’Università inclusiva perché abbiamo cercato di aprire e accogliere il più possibile e i risultati ci danno ragione Oggi, per esempio, abbiamo perfezionato l’iscrizione di quattro ragazzi in transizione di genere, un segnale importante che testimonia la volontà di prendersi cura di tutti i nostri studenti”.

Un’università “accogliente” con 160 Corsi di Studio, dei quali 16 sulle Sedi decentrate, Agrigento, Caltanissetta e Trapani (erano 130 nel 2015/2016); il 70% dei Corsi sono ad accesso libero, (erano il 52% nel 2015/2016), 16% ad accesso programmato locale, 14% ad accesso programmato nazionale. L’ateneo garantisce la più ampia no-tax area tra le università italiane, pari ad un reddito Isee di 25 mila euro: i due terzi degli studenti sono esentati dal pagamento delle tasse universitarie, mentre la tassazione media è pari a 644 euro. Infine, ha messo in campo una serie di interventi e di agevolazioni per favorire il diritto allo studio degli studenti lavoratori, genitori, in ospedale o in carcere, stranieri, richiedenti asilo e in fase di transizione di genere. “Questo è stato l’obiettivo di questi anni, dare opportunità – ha concluso Micari –  e credo che ci siamo riusciti se il numero di matricole è aumentato del 50 % e quello di corsi di dottorato è quadruplicato rispetto al 2015″.


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