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Incendio in una tendopoli di immigrati nel Trapanese, un morto

In questi giorni l'area era popolata da circa 350 migranti, in vista dell'inizio della stagione

Un uomo è morto a Castelvetrano (Trapani) in un incendio nella tendopoli di lavoratori stagionali. Il corpo carbonizzato, è stato ritrovato dai carabinieri, nella tarda serata di ieri, intorno alle 23.30, all’interno dell’ex cementificio ‘Cascio’, in contrada Bresciana Soprana, in cui da alcuni anni si sono stabiliti i migranti che lavorano nella raccolta delle olive.

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Un fornellino a benzina avrebbe innescato l’incendio. L’identificazione della vittima è tuttora in corso, ma secondo i racconti forniti dai lavoratori stagionali che si trovavano all’interno della struttura, il nome della vittima di origini senegalesi è Omar. Alcuni di loro hanno riferito ai Carabinieri di Trapani di aver visto il giovane mentre stava verificando il livello di carburante presente all’interno del serbatoio del fornellino, facendosi luce con un accendino. Nell’ex cementificio di contrada Bresciana Soprana (a confine tra Castelvetrano e Campobello di Mazara) si trovavano circa 350 migranti che sono riusciti a fuggire prima che le fiamme distruggessero l’intera area che si estende per 3 mila metri quadri. Il corpo carbonizzato è stato recuperato dai Vigili del Fuoco tra le tende e i materassi distrutti dall’incendio.

Nel 2013 a Campobello di Mazara un episodio analogo aveva portato a un incendio in cui è morto Ousmane Diallo, un giovane di origini senegalesi da cui presero il nome alcune iniziative solidali.

“Questo è un morto ammazzato dall’incuria e dallo sfruttamento”. Lo scrive in una nota il collettivo Contadinazioni, che da anni segue le vicende dei lavoratori stagionali impiegati nella raccolta delle olive nelle campagne tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, riferendosi all’incendio in cui ieri sera è morto un giovane di origini senegalesi. “È morto bruciato vivo mentre dormiva nella sua baracca Omar, un ragazzo di circa trent’anni”, continua la nota, “non ci sono parole che possono esprimere la rabbia e il dolore per quanto successo stanotte”.

L’incendio secondo i racconti dei migranti sarebbe divampato poco dopo le 23 ma “i soccorsi tardavano ad arrivare, non c’era acqua sufficiente per domare o arrestare il fuoco”. Il collettivo Contadinazioni ha lanciato una raccolta immediata di beni di prima necessità, sacchi a pelo e vestiti, da raccogliere nei pressi dell’oleificio Fontane D’Oro di Campobello di Mazara. Si tratta dell’impianto confiscato ad un boss vicino al latitante Matteo Messina Denaro, che negli anni scorsi era stato trasformato in un luogo d’accoglienza per i braccianti agricoli. “Tutti hanno perso i loro risparmi, i loro documenti, i loro vestiti in alcuni casi la pazienza – continua la nota -, molti sono scappati, molti non andranno a lavorare, molti comunque sono già andati, in ogni caso il paese oggi si accorgerà di quanto siano fondamentali queste persone per l’economia locale”.


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