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Palermo, processati per “finta” sparatoria: agenti assolti dopo 6 anni

Le perizie acquisite dal giudice, invece, hanno accertato che la notte del 16 marzo 2015 i due, a bordo di una volante della Polizia, sono rimasti coinvolti in un conflitto a fuoco nel corso di un inseguimento ad una Hyundai Atos grigia, ricercata per furto

La procura di Palermo li aveva accusati di aver messo in scena una falsa sparatoria, ma il Tribunale li ha assolti “perchè il fatto non sussiste”: sei anni dopo la loro incriminazione, e su richiesta della stessa procura. Si tratta di due poliziotti, l’ispettore Francesco Elia di 62 anni e l’assistente capo Alessandra Salamone di 55 anni, protagonisti di un conflitto a fuoco nel quartiere Zen 2 del capoluogo siciliano nel marzo 2015 e agli arresti domiciliari l’anno seguente. I due imputati sono stati difesi dagli avvocati Nino Zanghì, Alessandro Pergolizzi e Teresa Re. L’inchiesta aveva scosso il mondo giudiziario, perchè secondo i colleghi della Squadra Mobile di Palermo – che hanno condotto le indagini – Elia aveva inscenato la finta sparatoria per ottenere il riconoscimento di “vittima del dovere” e un “equo indennizzo” per “causa di servizio”, che in effetti fu richiesto pochi mesi dopo la sparatoria.

Nel corso della requisitoria il pm Giacomo Brandini aveva chiesto l’assoluzione per i reati principali (simulazione di reato, falso, procurato allarme e danneggiamento) e la condanna a 5 anni per calunnia nei confronti di un giovane rom, che per quella sparatoria fu arrestato e detenuto per un mese e mezzo. Nel corso del processo è emerso che nè Elia, nè Salamone avevano riconosciuto in lui l’autore dell’agguato allo Zen, e da quì l’assoluzione completa emessa dal Tribunale di Palermo.

Secondo le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Palermo, i due poliziotti avevano esploso i colpi per fingere l’aggressione. A supporto sono state depositate delle riprese di videosorveglianza, che nel corso del processo sono risultate parziali e poco utili alla ricostruzione dell’accaduto. Le perizie acquisite dal giudice, invece, hanno accertato che la notte del 16 marzo 2015 i due, a bordo di una volante della Polizia, sono rimasti coinvolti in un conflitto a fuoco nel corso di un inseguimento ad una Hyundai Atos grigia, ricercata per furto.


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