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Scuola, ordinanze dei sindaci di Palermo e Catania, stop alle lezioni fino al 16

L'assemblea dei sindaci a larghissima maggioranza ha espresso in serata, infatti, l'orientamento di "ricorrere ai poteri di ordinanza, avendo riguardo alle specifiche condizioni dei singoli Comuni, attesa l'esistenza di pericolo a causa della mancanza dei necessari dati e dell’inadeguatezza degli strumenti necessari"

I servizi educativi e gli istituti scolastici del Comune di Palermo, di ogni ordine e grado, pubblici e privati, resteranno chiusi fino a domenica 16 gennaio. La decisione è stata presa nel pomeriggio, durante una riunione convocata di urgenza dall’Anci Sicilia  durante la quale è emerso l’orientamento dei sindaci siciliani che ritengono di essere costretti in riferimento alle specifiche situazioni di adottare provvedimenti temporanei di chiusura delle scuole, ferme restando le competenze dell’autorità scolastica con riferimento alle modalità di svolgimento delle attività didattiche. Ad oggi, secondo i dati diffusi, si è registrato un allarmante e quotidiano incremento dei cittadini risultati positivi al Covid-19, con una preoccupante saturazione dei posti disponibili presso le strutture sanitarie; anche con riferimento al numero dei vaccinati.  A questo, inoltre, non corrisponde la concreta possibilità di effettuare gratuitamente i test antigenici rapidi per la popolazione scolastica, anche alla prima comparsa dei sintomi.

L’assemblea dei sindaci a larghissima maggioranza ha espresso in serata, infatti, l’orientamento di “ricorrere ai poteri di ordinanza, avendo riguardo alle specifiche condizioni dei singoli Comuni, attesa l’esistenza di pericolo a causa della mancanza dei necessari dati e dell’inadeguatezza degli strumenti necessari”.  “L’ordinanza deriva dal principale obiettivo di garantire il rientro a scuola in presenza e in condizioni di adeguata sicurezza”, ha speigato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Prendo atto delle posizioni del governo nazionale e dell’ordinanza del presidente della Regione – ha aggiunto – ma alla luce della mancanza di dati certi e precisi sul numero di contagiati, vaccinati e ospedalizzati, della mancanza di mascherine Ffp2 ormai divenute obbligatorie per legge e di servizi di tracciamento ormai sempre più inadeguati, ho ritenuto necessario adottare questo provvedimento in via del tutto straordinaria e temporanea che va in un’unica direzione: la tutela della salute pubblica e dell’intera comunità scolastica. Credo sia l’unico modo per sollecitare e realizzare da parte degli altri organi competenti condizioni indispensabili volte ad evitare di aggravare una situazione già molto preoccupante”.

Analoga decisione del collega di Catania, Salvo Pogliese: “Il numero elevatissimo di contagi, l’insufficienza di garanzie sulla sicurezza per studenti e docenti, hanno indotto i sindaci, al termine della riunione di Anci Sicilia, di emanare specifiche ordinanze per mantenere chiuse fino al 16 le scuole di ogni ordine e grado. Una decisione che muove esclusivamente dalla necessità fondamentale di tutelare la salute dei ragazzi e degli operatori della scuola”: con questa motivazione il sindaco di Catania, Salvo Pogliese ha deciso la chiusura delle scuole.

Solo poche ore prima, a conclusione della riunione della task force regionale, l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, aveva annunciato che le scuole in Sicilia avrebbero riapertodomani, in quanto “non ci sono le condizioni giuridiche per sospendere ulteriormente le attività didattiche”.


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