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Sospetto caso di inquinamento da cenere di Pirite nella penisola Magnisi a Priolo

Le due associazioni hanno chiesto agli enti di controllo preposti di verificare la situazione e di procedere a una bonifica dei luoghi

Un sospetto caso di inquinamento da cenere di pirite nella penisola Magnisi a Priolo Gargallo. A segnalarlo sono il circolo “Anatroccolo” di Legambiente e il comitato stop veleni che con due diverse note evidenziano come vi possa essere stato anche un possibile sversamento in mare.

Legambiente evidenzia come all’associazione siano giunte diverse segnalazioni di perduranti siti contaminati da probabile cenere di pirite (un rifiuto altamente tossico), sparsi in diversi luoghi della penisola di Magnisi, un importantissimo sito archeologico del XIV secolo AC.

In particolare – scrive Legambiente – i siti segnalataci sono: in zona sud-est in area ex Somicem,discarica parzialmente bonificata ma con ampie tracce di cenere di pirite, che continuano a sversarsi in mare con la pioggia e in zona centrale nelle vicinanze dei resti dell’abitato di Thapsos, esterno alla zona protetta“.

Per questo l’associazione chiede una verifica e un controllo accurato della situazione al fine di conoscere il tipo di sostanze inquinanti, la loro entità ed una urgente bonifica dei luoghi allo scopo di evitare ancora un inquinamento del mare e della terra con sostanze tossiche.

Dello stesso tono le parole del comitato Stop Veleni che oltre ad aver segnalato il tutto al circolo “Anatroccolo”, ha inviato una mail ad Arpa Sicilia, Ministero dell’Ambiente e sindaco di Priolo.

Rimaniamo in attesa – dicono dal comitato – che gli enti e le istituzioni competenti intervengano per gli accertamenti del caso per verificare lo stato di contaminazione ambientale che potrebbe rappresentare un pericolo per la salute della popolazione”.


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