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Tenta di uccidere ex marito della compagna, fermato

Le indagini hanno permesso di acquisire, allo stato degli atti, elementi che dimostrerebbero come il predetto fermato sarebbe stato l’autore di gravi condotte illecite perpetrate ai danni di un catanese

Nella giornata del 14 marzo 2024, la Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha coordinato le attività svolte dalla Squadra Mobile della  Questura di Catania che ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto Paolo Aloisio, nato a Catania, classe 1987, in quanto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio aggravato.

Le indagini hanno permesso di acquisire, allo stato degli atti, elementi che dimostrerebbero come il predetto fermato sarebbe stato l’autore di gravi condotte illecite perpetrate ai danni di un catanese.

In particolare, le investigazioni hanno tratto origine dalla segnalazione – giunta alla sala operativa della Questura di Catania lo scorso 13 marzo – da parte dei sanitari dell’ospedale “San Marco” che riferivano di avere prestato cure a un uomo che presentava ferite da arma da taglio, attinto all’avambraccio, al gomito, all’orecchio e al fianco sinistro nonché alla spalla destra”, giudicate guaribili in 40 giorni.

Il ferito, dopo essere stato sottoposto alle cure dei sanitari, ha raccontato al personale della Squadra Mobile che era stato aggredito in via Pacinotti dal compagno dell’ex moglie, tale Aloisio Paolo.

A seguito dei tempestivi approfondimenti svolti dal personale della specializzata, cellula operativa della Squadra Mobile, che tratta i reati contro la persona, principalmente consistenti in attività di escussione testimoniale, disamina di immagini del sistema di video sorveglianza di un negozio che hanno registrato le fasi anteriori, concomitanti e successive all’accoltellamento, e rinvenimento dell’arma del delitto, ossia un coltello, richiudibile, con lama a falce, di circa 14,5 centimetri, nel pomeriggio del 14.3.2024 personale della Squadra Mobile, d’iniziativa, ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto Aloisio Paolo.

Dalle risultanze di indagine acquisite è emerso che l’evento delittuoso sarebbe maturato nel contesto familiare, per problematiche concernenti gli incontri tra la persona offesa e la figlia, di soli due anni, nata dall’unione con l’ex compagna, attuale convivente dell’autore del delitto.

Il compendio indiziario raccolto ha poi permesso all’Ufficio di Procura di richiedere ed ottenere dal competente Giudice per le indagini preliminari, la convalida del provvedimento di fermo e l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, provvedimento quest’ultimo suscettibile di essere impugnato davanti al Tribunale del riesame.


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