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Turismo, la Sicilia guarda alla “più lunga stagione del secolo”

Le premesse sono buone: a luglio e agosto la campagna turistica "è andata benissimo ovunque, nelle località di montagna, di mare e nelle città d'arte"

“La più lunga stagione turistica del secolo”. Una provocazione e un programma. Una sfida lanciata agli operatori privati, agli enti locali, alla Regione, per far decollare il settore in una Sicilia che vuole tornare bianca e prolungare gli effetti di un’estate che ha comunque premiato l’Isola, confermandone la grande capacità attrattiva.

Ma non può essere solo il miracolo del solleone, bensì una strategia di cui dilatare e consolidare in buona parte dell’anno i benefici, dice all’AGI Toti Piscopo, amministratore della Logos srl Comunicazione e Immagine, la società che organizza la XXIII edizione di Travelexpo, Borsa Globale dei Turismi, dal 25 al 27 settembre, al CDSHotel Città del Mare di Terrasini. Workshop e seminari con l’intento di supportare e orientare gli operatori della domanda e dell’offerta dell’incoming e dell’outgoing.

Spiega Piscopo: “Puntiamo a far comprendere che ci sono finalmente le condizioni per procedere a quell’allungamento di stagionalità che oggi per il mercato è una assoluta necessità e una aspirazione che abbiamo da tanti anni e che non siamo mai riusciti a realizzare in Sicilia. Dobbiamo imparare a convivere con il virus, nel rispetto rigido e rigoroso delle procedure e delle cautele”, ma al tempo stesso osare di più e rilanciare sul serio in direzione di quella sfida”.

Del resto le stesse esigenze che hanno le imprese turistiche le hanno le compagnie aeree. C’è, insomma, nei fatti una convergenza di interessi che spinge a realizzare quell’ambizione. Si tratta anche di incentivare flussi turistici tra destinazioni dove esistono certezze di collegamenti diretti e supportare l’azione di commercializzazione del sistema distributivo delle agenzie di viaggio.

La più lunga stagione turistica del secolo, di cui si parlerà a Travelexpo, nelle prassi e negli obiettivi andrà, almeno nella prima fase, da ottobre 2021 a dicembre 2022, nell’ottica, avverte Piscopo, di “una strategia flessibile che trae origine dalla consapevolezza che il mercato turistico ha subito una profonda destabilizzazione e che la sua ‘riformattazione’ avverrà in parallelo con la campagna di vaccinazione per contrastare prima e superare dopo l’emergenza sanitaria e tornare a essere zona bianca”.

Per centrare questo obiettivo, almeno nella fase iniziale, si è compreso che si doveva fare leva soprattutto “sul turismo di prossimità e domestico”, mentre quello internazionale, verosimilmente, potrà riprendere con più convinzione nei prossimi mesi. Un percorso complesso durante il quale “occorre essere rapidi nella comunicazione e nell’azione di commercializzazione per supportare adeguatamente gli operatori del territorio”.

Strategia significa anche collaborazione tra pubblico e privato e rimodulare iniziative come ‘SeeSicily’, il Piano di promozione turistica della Regione da 75 milioni di euro, con voucher che consentono di ricevere una notte gratis in più ogni due pernottamenti acquistati. Solo che, ragiona Piscopo, l’iniziativa è scattata in estate, “quando era prevedibile una grande domanda di turismo”, e quindi forse non era necessaria.

Occorre piuttosto – è una delle strade – orientare programmi e strumenti soprattutto verso i periodi di bassa e media stagione, per rendere appetibile la Sicilia tutto l’anno, con il coinvolgimento di agenzie di viaggio e tour operator. “Non abbiamo bisogno quindi di ulteriori stanziamenti – ragiona con AGI Toti Piscopo – ma di orientare meglio queste operazioni. Così come occorre che i bandi delle compagnie aeree vengano finalizzati a questi progetti, stabilendo un rapporto più equilibrato con le imprese private e lanciando questa grande campagna che parte dalle imprese, ma diventa patrimonio comune e collettivo”.

Le premesse sono buone. A luglio e agosto la campagna turistica “è andata benissimo ovunque, nelle località di montagna, di mare e nelle città d’arte. In molti alberghi di città, anche nelle grandi strutture a 4-5 stelle che hanno innalzato notevolmente il livello qualitativo. Finalmente dopo due anni di sofferenza, hanno registrato numeri importanti; tutti quanti sostengono – conclude Piscopo – che c’è stato un riempimento dal 75 al 95%”. Si tratta, allora, “di guardare ancora avanti, di svoltare in direzione della più lunga stagione turistica. Insieme, coinvolgendo tutti i soggetti, possiamo farcela”.


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