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La Luna e Antares nel cielo di Siracusa: lo scatto dell’astrofotografo Enrico Modica

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La foto di Enrico Modica
La foto di Enrico Modica

Una sottile falce di Luna e, poco sopra, il bagliore rossastro di una stella lontana. È l’incontro celeste fotografato ieri sera da Siracusa dall’astrofotografo Enrico Modica, che ha immortalato la Luna crescente insieme ad Antares, una delle stelle più luminose della costellazione dello Scorpione.

La particolarità dello scatto è la luce cinerea, il tenue chiarore che permette di vedere anche la parte della Luna non illuminata direttamente dal Sole. “È prodotta dalla luce del Sole che, dopo essere stata riflessa dalla Terra, raggiunge la superficie lunare e torna di nuovo verso di noi – spiega Modica – In altre parole, la parte più scura della Luna è illuminata dalla luce della Terra, proprio come il nostro pianeta viene illuminato dalla luce lunare durante la notte”. Grazie a questo gioco di riflessi si riescono a distinguere i grandi mari lunari e altri dettagli della superficie anche nella zona in ombra.

In alto a sinistra nell’immagine brilla Antares, una supergigante rossa a circa 550 anni luce dalla Terra, riconoscibile per il suo colore arancio-rossastro. Il nome viene dal greco e significa «rivale di Marte», proprio per la tinta simile a quella del Pianeta rosso.

“Con questa fotografia ho voluto raccontare il contrasto tra due realtà astronomiche molto diverse – racconta Modica – Da una parte la Luna, il nostro vicino cosmico, a circa 384mila chilometri, illuminata dalla luce riflessa del pianeta su cui viviamo. Dall’altra Antares, un’enorme stella la cui luce ha viaggiato per secoli prima di arrivare ai nostri occhi. Un unico scatto che racchiude distanze, dimensioni e tempi cosmici molto diversi, e mostra come anche un cielo apparentemente semplice possa raccontare fenomeni di grande fascino”

La composizione è volutamente essenziale. Il nero del cielo mette in risalto la sottile falce luminosa, il chiarore della luce cinerea e il bagliore caldo di Antares.

Leggi l'articolo originale su Siracusa News