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Scontro ad alta tensione sui fondi Aerca all’Ars tra Spada e Carta

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Botta e risposta ad alta tensione ieri all’Assemblea regionale siciliana sui fondi per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale, le cosiddette Aerca. Protagonisti due deputati regionali che sono anche sindaci in provincia di Siracusa: Tiziano Spada, sindaco di Solarino, e Giuseppe Carta, sindaco di Melilli. Al centro della discussione c’è l’articolo 90 del testo in esame, che destina 4 milioni di euro ad alcuni Comuni.


Spada: “Si escludono Comuni che subiscono l’inquinamento”

Per Spada la norma crea Comuni di serie A e di serie B. “In Sicilia le aree ad elevato rischio di crisi ambientale sono quelle devastate dall’industrializzazione selvaggia e dai petrolchimici che inquinano – ha detto in aula. – Sono state individuate con decreti assessoriali e riguardano le province di Messina, Caltanissetta e Siracusa. Non è possibile fare distinzioni”

Il deputato ha contestato che i fondi vadano solo ad alcuni Comuni. “Si stanziano 4 milioni di euro per alcuni Comuni, Melilli e Priolo, e niente per tutti gli altri”, ha attaccato, parlando anche di Comuni del Messinese favoriti, a suo dire, perché legati a un altro partito. Spada ha presentato un emendamento per distribuire le risorse a tutti i Comuni Aerca della Sicilia, senza distinzioni. “Ci sono anche Butera e altri Comuni. Sono Comuni che soffrono, che subiscono l’inquinamento delle industrie, e non possono essere penalizzati. Le aree a rischio non me le sono inventate io: sono stabilite da decreti. Qui si sta escludendo una parte dei Comuni danneggiati, perché c’è qualcuno che pensa di essere più furbo degli altri”


Carta: “La norma premia chi ha investito sul rischio idrogeologico”

Diversa la lettura di Carta, che ha spiegato la ratio della norma. “L’articolo ha due commi – ha detto – Il primo riguarda i Comuni dove ci sono le raffinerie e che quest’anno hanno speso soldi delle proprie casse per interventi contro il rischio idrogeologico nei centri abitati. Il secondo riguarda i Comuni della provincia di Messina, individuati con un altro decreto”

Secondo Carta, i Comuni costieri che ospitano le raffinerie hanno problemi idrogeologici legati alla conformazione del territorio, all’inquinamento e all’uso dell’acqua dei pozzi, e li affrontano con i soldi dei cittadini. “Il 50% dei Comuni costieri delle raffinerie ha avuto problemi con i pozzi e ha pagato gli interventi con le tasse dei cittadini”, ha sottolineato.

Per Carta, alcuni Comuni sono stati inseriti tra le aree a rischio anni fa senza averne i requisiti. “Non hanno industrie, non trasformano polimeri, non sono siti di interesse nazionale né aree vincolate per problemi ambientali, eppure hanno ricevuto in passato fondi Aerca – ha detto – La norma Aerca è superata e va rivista. E sicuramente il Comune del sindaco e onorevole Spada non c’entra niente, come non c’entra niente il Comune di Floridia”.

Carta ha poi chiesto di spiegare perché Comuni come Sortino o Carlentini non siano Aerca, mentre lo è Solarino. E si è dato da solo la risposta: “In quel Comune è nato Pippo Gianni”

Leggi l'articolo originale su Siracusa News